Not(t)e di cucina

Se guardassimo la tv, nostro sommo desiderio sarebbe sgranocchiare popcorn davanti alla sitcom “casa Cabrini”; le scorse giornate avrebbero certamente meritato un post_o d’onore nella topten delle puntate più esilaranti. La “puntata tipo” potrebbe svolgersi così: gli Almost 3 devono suonare di sera in una live bettola genovese, davanti a un pubblico di afficionados del blues americano più genuino. Alle prime note di “Smalltown Boy” con il suo “acusticissimo” arrangiamento (loop station+elettronica+iPad :-/) uno strano rumore di mascelle bloccate si diffonde in sala. Ok. Urge cambiare scaletta in corso d’opera. Alla fine grande successo, grazie a Luigi Tenco, Violeta Parra, Noir Desir e, tripudio finale di demenzialità, “Butta la chiave” di Peter Van Wood. La mattina dopo Cabrini decide che, dopo _ _ mesi/anni (per pudore taceremo la cifra esatta), sia giunto il momento di lavare i vetri, e dopo aver intrugliato un po’ in cucina si presenta convintissimo brandendo uno spruzzino Ikea verde speranza colmo della sua soluzione “naturale” appena progettata e mai testata. Poteva andare meglio. Allo sporco decennale si è sostituita una patina di grasso di foca. I vicini del palazzo di fronte ora finalmente si vedono, ma hanno l’aspetto di ectoplasmi evanescenti. Ci sono inquietudine e brama di conoscenza, nell’aria. Basta attendere poche ore e vediamo la Rossa Cantante seduta davanti al Mac che prende free lessons su YouTube da un padre gesuita del Michigan sul suo cromatissimo Tin Whistle in D. Alla sera, non paghi della giornata, Cabrini si alza e dice: -Faccio il seitan-. Memore del successo della poltiglia lavavetri, BB riesce a convincerlo con tecniche sofistiche, utilissima reminescenza degli studi classici. Si opta quindi per una couscake, riadattando vari spunti e ottimizzando in base a quello che si ha in casa (marmellata estiva e crema di mandorle autoprodotte).

Pronta la torta, si presenta un piccolo problema: serve qualche ora di frigo, ed è mezzanotte. Non resta che trascinarsi mesti a letto e attendere il mattino dopo per l’agognato assaggio. All’una di notte ancora si odono provenire dalla stanza strani suoni. Cabrini legge sull’iPad la sua nuova scoperta: un’interessantissima rivista SUL MEDIOEVO(!), con uno speciale sui canti dell’epoca fornito di links per ascoltare in tempo reale. Con questa celestiale colonna sonora come sottofondo, la Rossa Cantante si applica sul suo manuale di ufologia di 600 pagine, in particolare sul paragrafo “Avvistamenti UFO nel Rinascimento”. Una volta addormentati, la brama di couscake non si placa, ma va anzi ad acuirsi nel corso delle ore. Risultato: alle 6 di mattina i due si ritrovano con occhi pallati e un solo pensiero in testa a sciabattare in direzione della cucina, entrambi fingendo di aver goduto di un sonno breve ma stranamente rigenerante. Ecco svelato il segreto della luce anemica delle foto.

Finalmente paghi del riuscitissimo esperimento, i due concludono con un ottimo caffè d’orzo e si dichiarano pronti ad affrontare con grande energia la giornata che si para loro davanti.

Dopo 10 minuti sono spalmati l’una sull’altro sul divano in posizione tetris con un cuscino rosso sulla testa per parare la luce. Si sveglieranno solo a mattina inoltrata.

N.B: Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente REALE.
INGREDIENTI:

Per la torta:

  • 1 tazza di cous cous
  • 1 tazza di succo di mela limpido
  • 1/2 tazza di uvetta ammollata
  • 2 C di mandorle tritate
  • marmellata a piacere (meglio se senza zucchero e autoprodotta)
  • farina di cocco qb

Per la crema:

  • 50 g  di mandorle sgusciate
  • 135 ml di acqua
  • 125 g di malto di mais
  • 25 g di maizena
  • vaniglia in polvere qb
  • scorza di cedro
  • 1 pizzico di sale
  • latte d’avena (o riso, o soia) qb

Innanzitutto preparare la crema. Tritare le mandorle nel mixer, poi aggiungere 50 ml di acqua e ripetere l’operazione, poi ancora 25 ml e così via, fino a terminare la dose indicata. Mettere i 2/3 del latte cremoso così ottenuto in un pentolino con il malto, il sale e la scorza di cedro (va benissimo anche il limone) e portare a ebollizione. A questo punto unire  la maizena, sciolta nel frattempo a parte nel latte restante. Mescolare per pochi attimi con una frusta. Lasciar raffreddare, prelevarne 3 cucchiai e frullarli nuovamente con poco latte di avena, sino a ottenere una crema liscia e spalmabile. Passare alla torta, mettendo il succo di mela, un  pizzico di sale e l’uvetta in una casseruola. Una volta raggiunta l’ebollizione, unire il cous cous, spegnere il fuoco, mescolare e lasciare coperto per 15 minuti. A questo punto aggiungere le mandorle. Prendere una teglia di 18/20 cm di diametro con cerchio apribile e adagiarvi metà dell’impasto, compattandolo con la pressione delle dita. Spalmarvi la crema di mandorle e ricoprire con il cous cous restante, facendo la stessa operazione. Completare con uno strato di marmellata e spolverare con farina di cocco.

Ciao ciao!

NdC

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