Naturalmente pasticci(o)ni

Come forse molti di voi sanno, casa Cabrini ha un vero pallino per la cosiddetta “pasticceria naturale”. E’ giunto quindi il momento di darne una definizione più accurata.
Dicesi “Pasticceria Naturale” quel processo di assemblaggio selvaggio di ingredienti ontologicamente incapaci di convivere l’uno con l’altro a causa dell’assenza intrinseca di leganti, zuccheri raffinati e derivati animali, al fine di ottenere sfavillanti dolcetti et similia dal sapore confortante.

Qualche secolo fa un’enciclopedia l’avrebbe senza dubbio citata sotto la voce “pratiche alchemiche”. Eppure ancora oggi i seguaci di tale disciplina sono tanti, anche tra voi bloggers/lettori, e la loro devozione è seconda solo a quella dei più incalliti Scientologists. Ebbene: la Rossa Cantante è definitivamente finita nel tunnel. La prova? Di ritorno da un’intensissima settimana di prove e concerti, col volto segnato da occhiaie da orsetto lavatore e crampi ai polpacci post-taccoselvaggiodaconcerto, la ragazza decide di snobbare il letto e lanciarsi nell’ennesima sperimentazione culinaria. Perché il lettore comprenda a fondo il significato di tale pratica, esponiamo brevemente le fasi cui va incontro l’aspirante chef naturale:
Invasamento iniziale e delirio d’onnipotenza; ricerca degli ingredienti previsti dalla ricetta prescelta e senso di frustrazione nello scoprire che la metà di essi non è presente in dispensa (né tantomeno nelllo scrauso supermarket a due passi da casa); sostituzione scientificamanontroppo delle materie prime mancanti; inizio della procedura; scoramento in fase di assemblaggio: l’impasto non sta insieme, il sudore riga la fronte, i bicipiti si contraggono nel tentativo di generare una pressione sufficiente (si attestano casi di sincope da sforzo prolungato); fase di autoconvincimento: il malefico composto non riuscirà a sconfiggere il nostro eroe; MIRACOLO; constatazione estatica del miracolo; cottura e relativa ansia da prestazione; assaggio, ebbrezza e rilassamento finale. La ricetta? Eccola!

INGREDIENTI per 4 persone:

Per l’impasto:

  • 250 g di farina di kamut (sarebbe meglio limitarne l’uso, ma era in dispensa da un po’ -_-)
  • 60 ml di olio di mais
  • 60 g di sciroppo di mais
  • 70 ml di acqua tiepida
  • 10 g di lievito bio in polvere al cremortartaro
  • 1 pizzico di sale
  • 1/2 c di cannella

Per il ripieno:

  • 2 mele medio-piccole tagliate a listarelle e frantumate
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella
  • 1 c di succo di limone
  • 1 C di sciroppo d’agave
  • 30 g di uvetta lavata e scolata
  • 15 g di granella di mandorle

Per il lucido: sciroppo di mais e acqua calda in rapporto 3:1

Mescolare in una ciotola farina, lievito, sale e cannella. Miscelare in un altro recipiente l’olio e lo sciroppo e unirli agli ingredienti asciutti assieme all’acqua. Impastare sul piano di lavoro fino a ottenere un panetto omogeneo. Coprire con un panno e lasciar riposare per almeno mezz’ora. Mescolare in una ciotola mele, mandorle, uvetta, cannella, sale, sciroppo d’agave e succo di limone. Impastare nuovamente per 1/2 minuti il panetto sul piano infarinato e stendere con il mattarello una sfoglia sottile. Tagliare con una rotella dentata dei quadrati di circa 8 cm di lato e spennellarne i bordi con il lucido. Disporre al centro 1 cucchiaino di ripieno e chiudere i pasticcini, saldando i bordi con la punta della forchetta. Spennellarli ulteriormente con un po’ di lucido. Cuocere in una teglia rivestita di carta da forno a 200°C per circa 17 minuti.

INGREDIENTS (serves 4): 

 

For the pastry:

  • 250 g of kamut flour
  • 60 ml of corn oil
  • 60 g of corn syrup
  • 70 ml of lukewarm water
  • 10 g of baking powder
  • 1 pinch of salt
  • 1/2 teaspoon cinnamon

For the filling:

  • 2 medium-sized apples, grated
  • 1 pinch of salt
  • 1 pinch of cinnamon
  • 1 teaspoon lemon juice
  • 1 tbsp agave syrup
  • 30 g of raisins, washed and drained
  • 15 g of chopped almonds

Remaining ingredients:

  • 3 teaspoons corn syrup
  • 1 teaspoon hot water

Mix in a bowl flour, baking powder, salt and cinnamon. Mix in another bowl the oil, syrup and water and add them to the dry ingredients. Dough on the work surface until you have a smooth dough. Cover with a towel and let it rest for at least half an hour. Mix in a bowl apples, almonds, raisins, cinnamon, salt, agave syrup and lemon juice. Knead the dough for 1/2 minutes on a floured surface and roll out a thin sheet. With a toothed wheel, cut squares with sides lengthened by 8 cm. Mix corn syrup and hot water, then brush the edges with the mixture. Place 1 teaspoon of filling in the center and close, sealing the edges with the tip of a fork. Brush the cookies with the corn syrup/water mixture. Bake in a baking sheet covered with baking paper at 200 ° C for about 17 minutes.

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Un nuovo tipo di collante!

Accade talvolta che Cabrini e BB, verso le undici di sera, siano colti da pseudo-folgorazioni riguardo a sperimentazioni culinarie in stile “saltonelbuiosenzaparacadute”. Ancora non è ben chiaro se il fattaccio sia dovuto a sostanze occulte presenti nei quintali di zucca che i due tendono a consumare in questo periodo; fatto sta che l’ideona di ieri sera è stata:

-Perché non proviamo a imitare la Mozzarisella o la Spalmarisella?-

Per chi non lo sapesse, si tratta di due prodotti in commercio golosi quanto basta ma non esattamente “anticrisi” :-/. Ecco com’è andata:

Dopo aver letto gli ingredienti e tentato improponibili calcoli per riprodurre le giuste proporzioni, i due hanno optato per il metodo della nonna: no bilancina, no cups, no tablespoons, ma il caro, vecchio “occhio”. Il procedimento è stato il seguente: far stracuocere 50 g di riso in acqua salata (è buona regola “sperimentare” a piccole dosi, onde evitare sprechi nel caso il risultato fosse un epic fail), scolarlo tenendo da parte l’acqua di cottura, frullarlo con 6 cucchiai di acqua di cottura, aggiungere un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaino da tè di lievito alimentare in fiocchi e un cucchiaio di olio di semi bio. A questo punto aggiustare di sale, rimettere in un pentolino, scaldare bene e aggiungere 1 g di agar agar in polvere sciolto in due cucchiai di acqua. Oliare una ciotolina, versarvi il composto, lasciarlo raffreddare e metterlo in frigorifero.
Al mattino i due si sono svegliati con un entusiasmo degno di quello dei bimbi la mattina di Natale. La curiosità era tanta. Ci piacerebbe potervi dire che il risultato era perfetto, ma saremmo dei gigioni. La consistenza era Vinavil-style e l’agar agar, forse per l’eccessiva presenza di riso rispetto alla fase liquida, non aveva svolto il suo compito a dovere, lasciando il composto cremoso e non ben solidificato. Cabrini ha avuto persino il coraggio di dire: – Ma sai che spalmato sui crackers è buono?-. Solito inguaribile ottimista. Tuttavia non aveva tutti i torti. Il problema, infatti, non era il sapore, ma la consistenza. Due veri pionieri della cucina sperimentale, però, non si arrendono facilmente: MAI  cestinare qualcosa che possa tornare in qualche modo utile. Tranquilli: i due non hanno usato lo pseudo-formaggio per stuccare i buchi della casa, né hanno venduto il brevetto per le prossime scene di arrampicata sui muri di Spiderman. A venir loro incontro è stata un’ulteriore (stavolta meno fallimentare) illuminazione: Il mitico erbazzone di Sara! Ecco, quindi, la soluzione definitiva: pasta dell’erbazzone e ripieno a base di avanzi e… formaggino Tincolla. Sì, perchè come ogni colla che si rispetti il nostro surrogato di nonsoche si è rivelato un legante incredibile… Altro che tofu! E il sapore del risultato finale era davvero da leccarsi i baffi (qui dovete abbassare il sopracciglio che state tenendo sollevato da quando avete iniziato a leggere il post e…fidarvi)! Quindi…

INGREDIENTI:
Per la pasta:

  • Farina di farro integrale
  • 1/2 bicchiere di olio evo
  • 1/2 bicchiere d’acqua
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • una presa di sale

Per il ripieno:

  • zucca e broccoli romani cotti al vapore (circa mezzo broccolo di medie dimensioni e 5-6 fettine di zucca)
  • Formaggino “Tincolla”, ottenuto a partire da 50 g di riso
  • sale e pepe qb


Mettere in una ciotola l’acqua, l’olio, il bicarbonato e il sale. Aggiungere la farina poca alla volta, fino a ottenere un impasto sodo e omogeneo, non appiccicoso. Lavorare per qualche minuto l’impasto e lasciarlo riposare al fresco. Intanto schiacciare grossolanamente la zucca e i broccoli, aggiungere il formaggio Tincolla e amalgamare bene il composto, salando e pepando. Prendere l’impasto, dividerlo in due (una parte dev’essere leggermente più grande dell’altra) e stendere con il mattarello due sfoglie sottili. Adagiare la sfoglia di dimensioni maggiori su una teglia ricoperta di carta da forno, spalmarvi il ripieno e chiudere lo pseudo-erbazzone con l’altra sfoglia, arricciando poi i bordi. Cuocere in forno a 200 °C per 30-35 minuti.

Ascolto del giorno: Radio “Note di cucina” (puntata 3)
Ciao ciao!
NdC

One of the most important things, for vegetarians and vegans, is to use imagination. Yesterday, as we often do, we tried to make an experiment: rice cheese! Well… Sometimes something go wrong. The taste was good, but the consistence, very sticky, wasn’t the right one :-/. Could we throw it away? Not at all! It was a perfect binding agent to make a delicious filling for a pie! 🙂

INGREDIENTS for the “Sticky rice cheese ^ ^”:

  • 50 g of rice
  • salt
  • 1 tbsp lemon juice
  • 1 tbsp corn oil
  • 1 teaspoon nutritional yeast flakes
  • 1/4 teaspoon agar agar powder

Overcook the rice in salted water, drain and keep aside the cooking water. With the Minipimer, blend together rice, 6 tablespoons of cooking water,  lemon juice, nutritional yeast flakes and corn oil. Put the mixture in a saucepan, heat and add agar agar powder melted in 2 tablespoons of water. Pour the mixture in a small oiled bowl, let it cool and put it in the refrigerator.

INGREDIENTS for “Erbazzone” pie:

For the pastry:

  • Wholemeal spelt flour
  • 1/2 cup extra virgin olive oil
  • 1/2 cup of water
  • 1/2 teaspoon baking soda
  • a pinch of salt

For the filling:

  • pumpkin and broccoli, steamed (about half a medium-sized broccoli and 5-6 slices of pumpkin)
  • rice cheese
  • salt and pepper to taste

In a large bowl, mix the water, oil, baking soda and salt. Add the flour a little at a time until dough is firm and smooth, not sticky. Work the dough for a few minutes. Meanwhile, crush the pumpkin and broccoli with a fork, add the “cheese” and mix well, seasoning with salt and pepper. Take the dough, divide it into two parts (one part should be a little bit  bigger than the other) and roll out two thin sheets. Put the wider sheet on a baking pan covered with parchment paper, spread the filling on it and cover with the other sheet, then curl the edges. Bake at 200 ° C for 30-35 minutes.

Presi in castagna

Con questa ricetta finalmente anche “Note di cucina” riesce a partecipare a “Salutiamoci“!!!

Ingrediente del mese d’ottobre sono le castagne. Aspettando di poter zampettare per i boschi delle alture liguri alla ricerca dei ricci, abbiamo optato per una scelta più “comoda”: la farina di castagne. Visto che siamo notoriamente golosi e che non la usiamo abitualmente nelle preparazioni salate (anche se qui a Zena c’è la tradizione delle trofie di farina di castagne al pesto), abbiamo ceduto alla tentazione di un dolcetto super-stagionale. Nel rispetto delle regole e delle nostre abitudini, le papille gustative saranno soddisfatte nonostante l’assenza di zucchero e di derivati animali.

INGREDIENTI (bio) x 2 crepes:

  • 1 caco maturo
  • 1 cucchiaino di succo di limone
  • una mela golden sbucciata e tagliata a dadini (200g circa)
  • 50 g di succo di mela concentrato
  • un pizzico di vaniglia in polvere
  • 1 g di agar agar
  • 100 g di farina di castagne
  • 1-2 cucchiai di olio evo
  • 180 ml di acqua circa
  • 1 pizzico di sale integrale
  • cacao amaro qb

Frullare la polpa del caco con il succo di limone e mettere da parte il composto in una ciotolina. Frullare la mela con il concentrato, la vaniglia e un pizzico di sale. Trasferire la crema in un pentolino e, una volta portata a ebollizione, aggiungere l’agar agar sciolto in pochissima acqua. Mantenere sul fuoco mescolando per 1-2 minuti. Trasferire la crema in una terrina e far raffreddare.
Setacciare la farina di castagne e aggiungervi poco alla volta l’olio e l’acqua, mescolando con la frusta fino a ottenere un composto omogeneo e senza grumi. Regolare la quantità di liquido, aggiungendo o togliendo un po’ d’acqua in base alla consistenza. Ungere con pochissimo olio evo una padella e cuocervi le crepes. Farcirle con la crema di mele, arrotolarle, tagliarle a metà e adagiarle sulla crema di cachi. Spolverizzare con cacao amaro a piacere.

Ascolto del giorno: RADIO “NOTE DI CUCINA”. Novità da non perdere :-D!

INGREDIENTS (serves 2)

 

  • 1 persimmon
  • 1 teaspoon lemon juice
  • 1 apple (about 200g), peeled and diced
  • 50 g of apple juice concentrate
  • a pinch of vanilla powder
  • 1 g of agar agar
  • 100 g of chestnut flour
  • 1-2 tablespoons extra virgin olive oil
  • 180 to 190 ml of water
  • 1 pinch of salt
  • cocoa powder to taste

Blend together the persimmon pulp and lemon juice and put the mixture in a small bowl. Blend together the apple, apple concentrate, vanilla and a pinch of salt. Transfer the cream into a saucepan and heat it until it comes to a boil.  Melt the agar agar it in a little bit of water, add it to the cream and keep heating for another 1-2 minutes. Transfer the cream into a bowl and let it cool. Sift the chestnut flour and gradually add oil and water, whisking until the mixture is smooth. Adjust the amount of liquid, adding or removing water. Grease a pan with a little bit of olive oil and cook the crepes. Fill with the apple cream, roll, cut in half and place them on the kaki cream. Sprinkle with cocoa powder.

America’s cups

Può capitare che Cabrini, sfogliando virtualmente riviste digitali (si trova bene, ma ancora soffre per non potersi leccare il dito tra una pagina e l’altra), se ne esca fuori con: -Dai, domattina proviamo le cups e i tablespoons!-.
!!!
Dopo oltre due anni di vita insieme, la Rossa Cantante scopre gli scheletri nelsecondocassettopartendodall’alto del mobile della cucina. Da qui l’impellente necessità di testare questi simpatici aggeggini con una ricetta really anglosaxon.
A venire in soccorso ai nostri eroi è LEI. Astro nascente della cucina vegan, vincitrice del programma “Cupcake Wars” e donna dall’intramontabile sorriso a 83 denti (niente paura: tra un’inquadratura e l’altra abbiamo notato una lieve variazione nell’inclinazione del lembo sinistro del labbro superiore). Dunque… Pancakes per tutti! Per chi non avesse i suddetti aggeggini, ecco un utilissimo link per la conversione delle dosi.

INGREDIENTI x 2 persone:

  • 1 cup di farina 00
  • 1 tablespoon di lievito in polvere bio
  • 1/2 teaspoon di sale
  • 1/4 di teaspoon di cannella in polvere
  • 3/4 di cup (meglio scarsi, per mantenere la consistenza meno liquida) di acqua
  • 3 tablespoons di sciroppo d’acero, più altro per guarnire
  • frutta a piacere (fichi, frutti di bosco, mirtilli…)
  • olio di mais bio

In una terrina mescolare farina, lievito, sale e cannella. In un altro recipiente miscelare acqua e sciroppo e versarli nella terrina con gli ingredienti solidi. Amalgamare il tutto con una frusta. Ungere una padella antiaderente e versare 1/4 di cup per ogni pancake. Girare quando sulla superficie appariranno delle bollicine e cuocere l’altro lato per circa 1 minuto. Servire con frutta a piacere, aggiungendo eventualmente qualche goccia di sciroppo d’acero.

INGREDIENTS (serves 2):

  • 1 cup all-purpose flour
  • 1 tablespoon baking powder
  • 1/2 teaspoon salt
  • 1/4 teaspoon ground cinnamon
  • 3/4 cup water
  • 3 tablespoons maple syrup, plus extra for serving
  • fresh fruit
  • corn oil

In a large bowl, whisk together flour, baking powder, salt and cinnamon. In a separate small bowl, whisk together water and maple syrup. Add the liquid to the flour mixture and whisk until just combined. Lightly oil a large nonstick skillet and heat over medium-high heat. For each pancake, pour 1/4 cup of batter onto the skillet. When small bubbles appear in the center of the pancake, it’s time to flip it. Let it cook on the other side until lightly browned, about 1 minute. Serve pancakes with fresh fruit and maple syrup.

Ascolto del giorno: Muse

Ciao ciao!
NdC

TVedo spenta…

E se per una volta vi spiattellassimo una ricetta esattamente com’era stata scritta sul libro da cui è stata tratta, senza sostituzioni/aberrazioni/rimestamenti/pentimentistradafacendo? Partiamo da un dato di fatto: casa Cabrini non possiede una TV. O meglio, l’apparecchio in sé esisterebbe, ma da quando Genova è stata dotata di un digitale terrestre i due ancora non si sono decisi a montare l’apposito decoder. E dire che Mamma-Cabrini ne aveva gentilmente fornito loro uno…
Niente. Da quel momento la TV ha assunto svariati ruoli, ma mai quello per cui era stata progettata: da oggetto di design a raccatta-polvere (ottimo tester per l’efficacia dei panni antistatici), da “specchiodellemiebrame” a oggetto di culto (volete mettere il potere evocativo dello schermo nero-ardesia, con quell’alone di mistero del “qualcosa sta per iniziare… Ma cosa?”?).

[piccola parentesi: mentre la Rossa Cantante scrive, Cabrini ha appena constatato di aver preparato un ottimo caffè senz’acqua…].

Morale della favola: l’unico rumore che turba la quiete di casa (a parte i baritonali amici senegalesi, che sono soliti conversare al telefono sotto la finestra dalle 6 di mattina alle 3 di notte :-)) è quello delle pagine dei nostri libri, alternate ai “click” della tastiera del computer. Quindi eccovi una ricetta dal libro “Biscotti al naturale” di Pasquale Boscarello, ed. Terra Nuova. Visto che si parla di pasticceria abbiamo deciso, per una volta, di tenere a bada la fantasia e seguire alla lettera il nostro guru.

INGREDIENTI x 15-20 palline:

  • 125 g di farina di farro
  • 75 g di farina di castagne
  • 25 g di cocco grattugiato
  • 50 g di malto di mais
  • 40 ml di olio di mais
  • 9 g di lievito per dolci
  • 1 pizzico di vaniglia in polvere
  • 1 pizzico di sale
  • 100 ml di acqua tiepida

Mettere in un recipiente gli ingredienti asciutti. Mettere in un boccale il malto e l’olio, versare il composto sugli ingredienti asciutti, poi aggiungere l’acqua e amalgamare il tutto. Infarinare il piano di lavoro e lavorare l’impasto fino a ottenere un panetto morbido ed elastico. Prelevare dal panetto tanti pezzetti e ricavarne delle palline, sistemandole poi su una teglia rivestita di carta da forno. Cuocere in forno a 180-200°C per 15-18′.

Ascolto del giorno: Almost 3-Cry me a river :-).

Ciao ciao!
NdC

INGREDIENTS (for 15-20 small balls):

 

  • 125 g spelt flour
  • 75 g chestnut flour
  • 25 g grated coconut
  • 50 g corn malt
  • 40 ml corn oil
  • 9 g baking powder
  • 1 pinch vanilla powder
  • 1 pinch salt
  • 100 ml warm water

In a large bowl, whisk together the dry ingredients. In a separate bowl whisk together malt and oil; pour the mixture over the dry ingredients, then add water and mix well. Flour the work surface and knead until athedough is smooth and elastic. Take the dough and cut small pieces; shape them into small balls, then store the balls on a baking sheet lined with baking paper. Bake at 180-200 ° C for 15-18 ‘.