Golpette per tutti…

Questo è un blog di cucina. Di musicucina, se proprio vogliamo essere puntigliosi. Però concedetecelo: mesi a leggere articoli, rivedere stralci di conferenze online, ANSimare di fronte agli aggiornamenti ANSA per le sorti del Paese, interrogarsi su chi meritasse ancora un briciolo di fiducia e… Signore e Signori, siamo di nuovo qui. Allo stesso, identico, surreale, deprimente, maleodorante punto di prima. Incredibile. C’è chi parla di golpe e golpettini, chi rimpalla la golp… pardon, la colpa all’altro e chi a forza di citare giaguari ha finito per fondare uno zoo, invece che un partito. Sta di fatto che, tanto per restare in tema naturalistico, il lupo perde il pelo ma non il vizio (qualcuno perde i capelli, per la verità, ma tanto per quelli ci sono implantologia e attaccature posticce disegnate ad arte).
In attesa dell’elezione del nuovo (…) Presidente del Consiglio, noi abbiamo trovato un’unica soluzione alternativa all’emigrazione forzata: consolarci con le golpette. Buon appetito, Italia.
polpette di piselli 1polpette di piselli 4
INGREDIENTI x 3-4 persone:

  • 200 g di piselli già cotti
  • 3 pomodori secchi sott’olio
  • 2 patate di medie dimensioni cotte al vapore o bollite
  • 2 C di lievito alimentare in scaglie
  • 1 C scarso di curry
  • 2 C di maizena
  • 1 C di olio evo
  • 1 C di prezzemolo tritato
  • pangrattato qb
  • sale qb

Unire in una ciotola piselli, pomodori secchi, patate, lievito, curry, maizena, olio e prezzemolo e frullare. Aggiustare di sale e aggiungere pangrattato finché l’impasto non sarà morbido ma facilmente modellabile, quindi non troppo appiccicoso. Rivestire una teglia di carta da forno e formare delle polpette delle dimensioni di palline da ping-pong, facendole rotolare tra i palmi delle mani. Passarle nel pangrattato e disporle sulla teglia, schiacciandole leggermente con il palmo della mano. Cuocere in forno a 200°C per 20 minuti circa.
polpette di piselli 2Se poi vi sentiste già abbastanza “oppressi” dalla situazione politica, potete sempre evitare di schiacciarle e fare così…
polpette per blog

Ascolto del giorno: Giorgio Gaber

Ciao ciao!
NdC

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T’amo, Pio Gnu…

1) Questa è la storia di uno strumento sfortunato. Chi ama la cucina ma detesta i musicisti logorroici può agevolmente passare al punto 2 (sappiate, però, che Mr Cello se ne avrà a male).
Per chi ancora non lo sapesse, Cabrini suona il violoncello. O meglio: Cabrini maltratta il suo violoncello. Il povero papà liutaio, nel dare vita a Mr Cello con tanta cura e maestria, aveva grandi progetti per lui: Shostakovich, Traviate, suites di Bach… Le cose sono andate diversamente. Fino a qualche anno fa tutto filava liscio e Cabrini, da bravo professore d’orchestra, coccolava e accudiva il suo strumento rimpinguandolo con dosi massicce di melodie da lacrimafacile. Mr Cello (aka Pio, il nome che il suo speranzoso papà gli assegnò in un lontano giorno di tiepido sole primaverile), nonostante avesse visto più volte il proprietario cadere nella tentazione di suonare la Musica del Diavolo, tutto sommato dormiva sonni tranquilli. Poi arrivarono loro. Animali-chimera che scalpitavano in lontananza sollevando nuvole di polvere e lasciando dietro di sé morte e distruzione. Pio vide scorrere in un istante davanti alle sue “s” il momento della consegna nelle mani di un Cabrini commosso ed emozionato, l’ansia prima dei concorsi, la terribile audizione per entrare in orchestra, le cantanti liriche scollacciate e quella volta che per fare uno scherzo al direttore i fiati si infilarono nel buio terrificanti maschere da Halloween, per poi continuare a suonare con nonchalance conciati così. Poi fu il nulla. Loro, gli Gnu, erano arrivati. Pio sentì i sensi abbandonarlo, fu avvolto dall’oscurità e osservò il suo corpo dall’alto giacere inerme nella buca dell’orchestra, poi fu inghiottito da un tunnel di luce e una piacevole sensazione di pace si impadronì di lui. Da lì… La rinascita nel mondo dei peccatori. Cabrini cominciò rapidamente a usarlo a mo’ di basso, chitarra, banjo, strumento a percussione, stendibiancheria e macchina per il cappuccino (al latte di riso, ovviamente). Da Bach si passò a Bach_arach, poi a De André (e fin lì ci si poteva stare), infine ai Metallica. Lo step definitivo della conversione avvenne quando il nome di battesimo di Mr Cello fu deturpato da un’agghicciante canzoncina che blaterava di pulcini e trattori. A quel punto Pio non poté più nulla, e anche gli orridi strumenti di perdizione dei turpi chitarristi, ovvero pedaliere e distorsori, fecero capolino in una lugubre notte d’inverno. Il GnuQuartet era nato. Niente sarebbe mai stato come prima. Oggi Mr Cello suona rock, la sua anima è definitivamente corrotta e vi annuncia con orgoglio che è appena uscito “Muse_ic – GnuQuartet plays Muse” (sapevatelo e, se vi va… scaricavatelo :-D!). E Cabrini? Cabrini fa il figo e si mette lo smalto nero ma, si sa, gli anni passano, e due giorni fa un malefico crampetto alla mano sinistra gli ha fatto lo sgambetto durante la sfrenata esecuzione di “New Born”. Ed eccoci, finalmente, al punto 2!
banana bread2) Le banane. Lo dicevano le nonne, lo dicono molti medici (anche se, come sempre, su Internet si trovano frotte di smentite e controsmentite): contengono molto potassio e, oltre ad avere tante altre virtù, sono ottime per evitare i crampi. Indi per cui… Violoncellisti rock, bodybuilders e sportivi della domenica… fate anche voi colazione con il banana bread! Un must semplicissimo (ricetta in “cups”, che noi troviamo comodissime), con mille varianti e adorato dai foodbloggers. Ecco la nostra versione :-).

INGREDIENTI:

  • 2 cup (ovvero un recipiente con capacità di 250 ml) di farina 0
  • 1 C di lievito al cremortartaro
  • 2 banane mature
  • 1/2 cup di succo d’agave
  • 1/2 cup di latte di riso
  • 1/3 cup di olio di mais
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di vaniglia in polvere
  • 1/2 cup di uvetta
  • 1/3 cup di mandorle tritate finemente
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Mescolare in una ciotola gli ingredienti solidi. In un recipiente a parte frullare olio, succo d’agave, latte e banane. Unire poco alla volta il composto agli ingredienti solidi, avendo cura che non si formino grumi. Infornare in una teglia da plumcake a 180 °C per 45-50 minuti.
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flag_uk  INGREDIENTS (for 1 banana bread):

  • 1 cup of all-purpose flour
  • 1 tbsp of natural baking powder
  • 2 ripe bananas
  • 1/2 cup of agave syrup
  • 1/2 cup of rice milk
  • 1/3 cup of corn oil
  • a pinch of salt
  • a pinch of vanilla powder
  • 1/2 cup raisins
  • 1/3 cup finely chopped almonds

Mix dry ingredients in a bowl. Place oil, agave syrup, milk and bananas in a blender and process. Add the mixture to the dry ingredients a little at a time, mixing carefully. Bake in a baking plumcake lined with baking paper at 180 ° C for 45-50 minutes.

Ciao ciao!
NdC

Una zucchina non fa primavera

-Flavia, com’è che  si inseriscono le faccine nei commenti?-

Dopo l’ultima telefonata questo post lo ha vinto, honoris causa, la nonna della Rossa Cantante. Classe 1931, nata in un fiabesco paesino di montagna, emancipata per natura; di quelle che, quando si uccideva il maiale, piangevano a dirotto per giorni e cercavano di ribellarsi nonostante la fame (quella vera). A Natale decidiamo di regalarle nientepopodimeno che un computer. Ricevute poche istruzioni di base su come pilotare l’ordigno in questione, dopo essere stata rassicurata sul fatto che attualmente non esiste una combinazione di tasti in grado di provocare l’autodistruzione immediata del suddetto “coso” ed essere inciampata un paio di volte in siti di scambisti, nonna Velia ha lasciato a bocca aperta tutti. Dopo una settimana usava Facebook meglio di una teenager dei Parioli, si godeva i concerti dei 2Cellos su YouTube e cercava ricette di cucina naturale su Google. Il suo ragù è a base di soia, legge articoli di attualità online e, grazie alla rete, non perde un aggiornamento delle nipoti lontane. Perché la curiosità non ha età, è semplicemente un modus vivendi. Dunque, per voi e per tutte le nonne vegetariane sintonizzate, ecco una semplicissima, ottima insalata primaverile (ma ‘sta primavera voi l’avete vista? Noi no…) di lenticchie e sedano.

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INGREDIENTI x 2 persone:

  • 250 g circa di lenticchie precedentemente cotte o conservate al naturale
  • 4 gambi di sedano
  • le foglie tenere del sedano
  • 1 zucchina piccola tagliata a dadini
  • 1 manciata di capperi dissalati
  • 1 manciata di olive taggiasche sminuzzate
  • cavolo cappuccio, lattughino e radicchio tagliati finemente
  • 1 C di tamari
  • 1 C scarso di succo di limone
  • 2 C di olio evo
  • sale qb

Attenzione al procedimento, complicatissimo: mescolare tutti gli ingredienti.
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Ascolto del giorno: The Piano Guys

Ciao ciao!
NdC

flag_uk  INGREDIENTS (serves 2):

 

  • 250 g of previously cooked lentils
  • 4 stalks of celery
  • the tender leaves of celery
  • 1 small zucchini, diced
  • 1 handful of capers
  • 1 handful of chopped black olives
  • red cabbage, lettuce and radicchio finely chopped
  • 1 tbsp tamari
  • 1 tbsp lemon juice
  • 2 tbsp extra virgin olive oil
  • salt to taste

Soooo difficult… Mix all the ingredients! 😀