To(u)rta da viaggio

Cari amici, eccoci all’ennesima postata di “Violoncell(err)ando“. In collegamento, in diretta da Firenze, abbiamo Cantante Rossa, appena separatasi da un Cabrini impegnato a difendere un povero strumento inerme (che ormai regge il ponti-cello con la sola forza di volontà) dagli attacchi dei -17°C di Pavia. Riassunto flash delle puntate precendenti: Pallettate di neve e piedi ibernati a rischio amputazione in quel di Modena, receptionists molesti che chiamano in camera con nonchalance all’una di notte per avere informazioni sullo sconosciuto vicino di stanza (un certo Marcelo Gonzales), 45 gradi in hotel e -10 fuori con relativi scompensi nella termoregolazione interna, treni… Vabbè (Pietoso Velo, aiutaci tu), quintali di verdure bollite e pane (pretendere di essere vegetariani in Emilia è più o meno come chiedere un crodino all’Oktoberfest), donne delle pulizie indemoniate che si litigano lo swiffer alle 8 di mattina proprio davanti alla porta della tua stanza, intossicazioni alimentari da PAA (Peperone Agliato Assassino), uno GnuQuartet in splendida forma che sconvolge tranquilli locali (nel senso di “pub”, ma anche di attoniti “nativi del luogo”) sciorinando a sorpresa pezzi dei Muse con un’energia più da rinoceronte che da ungulato (siam mica qui a smacchiare i giaguari…), ecc. ecc. Ecco. Dopo tutto ciò, immaginiamo Cabrini e BB finalmente di ritorno a casa, mentre percorrono controvento e carichi come muli i 100 metri che li separano dall’amato Nido con le stalattiti che pendono dal naso; giunti al portone e infilata la chiave nella toppa, pregustandosi l’agognato calduccio domestico, si trovano invece a far capolino in una cella frigorifera. Ora, è risaputo che le caldaie vanno talvolta in blocco a causa di imprevedibili cali di pressione; noto a pochi è però il fatto che, per farlo, attendono con minuziosa, malvagia pianificazione il momento di maggior bisogno. Lo stesso comportamento ostile assume il Salvavita, che se ne infischia dei tuoi geloni e decide che la combo “forno+stufetta+microonde” non è proprio sostenibile -senza se e senza ma!- e che sì, se non vuoi finire come l’uomo di Similaun devi accendere una candela (o un cero alla Madonna?), cercare la chiave sepolta chissadove e scendere in cantina a riattivare il contatore, ovviamente riuscendoci solo al terzo tentativo. Dopo tutto ciò, affamati e in procinto di gettare la spugna di fronte a un frigo più vuoto della scatola cranica di Flavia Vento che evidentemente aderisce al complotto degli elettrodomestici (si veda il riferimento a un certo monologo di un certo Marcorè in un certo spettacolo…), i nostri eroi ricordano improvvisamente quel tranquillo sabato pomeriggio culinario di una settimana fa. Aprono il freezer e LEI è lì, che li guarda serafica con materna benevolenza…

INGREDIENTI:

Per la pasta

  • 250 g di farina integrale
  • 4 C di olio evo
  • acqua qb
  • una presa di sale fino
Per il ripieno:
  • 500 g di cime di broccolo
  • 200 g di seitan al naturale
  • 2 manciate di olive nere denocciolate
  • 1 C di tamari
  • 2-3 C di olio evo

Impastare la farina e il sale con l’olio e l’acqua (aggiungendone poca alla volta per regolarsi meglio). Quando la pasta avrà la giusta consistenza, preparare la classica “palla”, coprire con un panno e lasciare riposare per almeno 30 minuti. Nel frattempo lessare le cimette di broccolo per 5 minuti in acqua salata, tagliare a dadini il seitan e sminuzzare le olive. Dopo aver scolato le cime, spezzettarle grossolanamente con il coltello e trasferirle in una padella antiaderente oliata (1 cucchiaio è sufficiente) insieme al seitan e le olive. Cuocere ancora per una decina di minuti, aggiungendo il tamari e via via un po’ di acqua calda, se necessario. Intanto stendere due sfoglie con l’impasto precedentemente preparato e adagiare la prima su una teglia rivestita di carta da forno. Riempire poi con i broccoli, le olive e il seitan e chiudere la torta salata con la seconda sfoglia, spennellandone poi la superficie con un po’ d’olio. Cuocere in forno a 200°C per 30 minuti.

Ascolto del giorno: Muse

Ciao ciao!

NdC

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  1. Che belli i vs racconti. Mentre leggo mi immagino la scena. Questa volta nella mia fantasia siete 2 ermellini bianchi che corrono nella neve con i vs strumenti tra le zampine e poi alle prese con le sfighe domestiche. Bellissima questa torta e mi spiace non averla assaggiata. Me la salvo, per 2 motivi: così continuo a sbavare e magari sfrutterò la ricetta della vs pasta per un’altra versione 😉 Grazie ermellini!

  2. Magari avessimo il pelame (non la pelliccia, occhio!) dei simpatici animaletti… Loro sì che sono perfettamente adattati al clima! Mica come noi esseri umani, che abbiamo bisogno di metterci otto maglie addosso!

    • Perchè no! I ceci, ad esempio, sarebbero perfetti. Via libera alla creatività, per quanto riguarda il ripieno. L’importante è che rimanga abbastanza asciutto, in modo da non bagnare l’impasto, per il resto… Niente regole ferree :-).

  3. Oh che bontà! broccoli e olive nere già da soli sono una goduria, figuriamoci poi se accompagnati dal seitan ed abbracciati da una sfoglia amorevole! 🙂

  4. maledettissime sfighe da rientro! (riderissimo però, perdonatemi!)
    non è che avete una testimonianza video da ‘sharare’ con noi poveri poveretti che non abbiamo potuto assistere allo sciorinamento a sorpresa dei pezzi dei Muse, così, per vedere?
    questa to(u)rta-yurta mi ispira moltissimi sapori buonissimi e tanti altri superlativi che non posso continuare a scrivere, se non rischiando di essere tacciata di spam!
    la faccio, eh! ci metto le olive ma a Fidanzato dico che non c’è nulla che non gli piaccia all’interno! 🙂

  5. eheheh, non rido di voi, attenzione. le disavventure raccontate non sono puramente comiche, però le hai raccontate troppo bene!
    veli pietosi, caldaie bastarde, sbalzi termici, flavia vento (minuscolo volontario) e ceri alla madonna (idem) sono stati cancellati, spero, dalla torta che vi siete mangiati! che bella e che buona dev’essere! energetica, ma leggera e gustosa.. non potevate chiedere di meglio (da mangiare) per il ritorno a casa..

    ps: non vivo in Emilia, però anche a me sembra spesso (quasi sempre) di chiedere un crodino…

  6. Mettici pure che Flavia è intollerante all’aglio, e vedrai i volti dei ristoratori contrarsi in una smorfia di compassionevole impotenza. Possibile che l’aglio, specialmente nei piatti vegetariani o vegani, debba essere OVUNQUE?! Sob 😦

  7. Non ho seguito tutta la facenda ma immagino tutte le scene che hai vissuto, dal freddo al caldo dell’hotel, dalla receptionist che chiamano x il tizio della camera accanto, l’essere Veg in un luogo prettamente onnivoro e via discorrendo… Davvero una bella avventura! In compenso c’e questa bella torta salata che allieta la giornata e delizia il pancino!
    Bona bona bona!
    Anch’io opto x altro al posto del seitan 😉

  8. Mi piace sempre leggere le vostre avventure…ma cavolo, eravate qui nei paraggi, dalle mie parti! Incontrarci sarebbe stata un’impresa impossibile, viste le strade e la neve…spero che torniate a passare a Reggio quando si sarà sciolta, così magari sarete nostri ospiti! Sempre buonissime anche le vostre ricette, le torte salate come questa, rustiche e saporite, per me sono il massimo (e quelle conservate in freezer sono una salvezza!!)

  9. Ciao! Ho provato la torta salata con ripieno di broccoli. Al posto del seitan però ci ho frullato del tofu e non ancora in casa il tamari. Buonisssssima!! 😀 L’ho poi riproposta una settimana dopo con ripieno di radicchio e porri.
    Grazie dei suggerimenti e grazie al mio amico Sergio Spina, vostro fan che, conoscendo i miei “gusti” e lei mie idee, mi ha suggerito questo sito. 😉

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