A-Roma

Quasi alla fine di questo lungo periodo nella capitale; Almost 3 in versione “Vacanze romane”, a spasso per la città con un entusiasmo da Giovani Marmotte. A seguire i punti salienti del soggiorno…
Individuazione immediata del più vicino negozietto “Notedicucina-style” con conseguente scorta di seitan, latte d’avena e tofu (di cui il correttore automatico di TextEdit pare non contemplare l’esistenza, visto che continua a sostituirlo con “tufo”, decisamente friabile ma certamente più indigesto); visita al nuovissimo e imperdibile museo d’arte contemporanea Maxxi, la cui variopinta e contorta struttura vale già il costo del biglietto, e alla collezione stabile del Museo di Arte Moderna di villa Borghese, con Klimt, Fattori e Mirò mozzafiato appostati dietro ogni angolo come se niente fosse;

attacchi di fame chimica in pieno Foro romano (mai sottovalutare il tempo che richiede una visita ai reperti romani ed entrare all’ora di pranzo: gli ipnotici dedali del Foro non vi restituiranno alla città prima delle 3 e mezza del pomeriggio…);

scoperta delle meraviglie del quartiere Coppedè in compagnia degli zii romani della Rossa Cantante (case da fiaba, da gustarsi in ogni piccolo particolare: dalle inferriate degli ascensori alle decorazioni campanelli); muro di suono spettina-pubblico all’Angelo Mai di uno GnuQuartet in versione rocchettara cassain4edistorsori; chilometriche passeggiate per centro e parchi con annessi postumi serali (ma volete mettere la soddisfazione di sfoggiare sotto gli alluci vesciche ecosostenibili?); e infine…la mostra di Steve McCurry al Macro (ex mattatoio al Testaccio). Immagini forti racchiuse in una struttura che già di per sé colpisce con i crudi particolari che ricordano continuamente al visitatore la sua precedente funzione.

Poi esci dalla mostra, ti volti a guardare il retro del triste panorama e scopri una realtà che, per il contesto in cui è inserita, acquista un valore doppio. Un mercatino bio con banchetti e bancarelle di tutti i tipi, libreria, bar, stand dell’Equo e solidale, mini-supermarket di prodotti a chilometri zero e biosteria chicchettosamanontroppo. Tante proposte per i vegetariani, un po’ meno per i vegani; in ogni caso la zuppa di ceci era una delizia (abbiamo appena deciso che nella prossima vita rinasceremo cani, così finalmente coroneremo il sogno di leccare senza ritegno la scodella).

Che altro aggiungere? Non basterebbero 6 mesi per scovare tutte le meraviglie di una città caotica, satura, contraddittoria, ma al tempo stesso di un’unicità e di una bellezza disarmanti. E adesso, in onore alle strutture geometriche del Maxxi, ecco i cubotti al grano saraceno.

INGREDIENTI:

  • 1 vasetto di yogurt di soia
  • 3 vasetti di farina di grano saraceno
  • 2 vasetti di zucchero integrale
  • 1/2 vasetto di semi o evo
  • la scorza grattugiata di un limone bio
  • 1 bustina di lievito al cremortartaro
  • 4-5 noci normali
  • 4-5 noci brasiliane
  • una manciata di pinoli
  • latte di soia qb

Versare in una terrina lo yogurt, utilizzando poi il vasetto per dosare gli altri ingredienti. Mescolare farina, zucchero e lievito e aggiungerli allo yogurt, unendo poi la scorza di limone, l’olio e la frutta secca. A questo punto non disperate: non dovrete usare il vostro impasto come malta per un nuovo muretto in giardino (l’aspetto e la consistenza sono più o meno quelli). Basterà aggiungere latte di soia poco per volta, finchè il composto non risulterà abbastanza morbido da essere mescolato con facilità. Versare in una teglia rettangolare a bordi alti rivestita con carta da forno e infornare a 180°C per 35-40 minuti. Dopo averla lasciata raffreddare, spolverare la torta con zucchero a velo e tagliarla a cubetti. Se poi vi trovate in quel di Roma, il consiglio è di farcirla con quella meraviglia che è la marmellata di visciole. Slurp!

Ascolto del giorno: ‘Er barcarolo romano

Ciao ciao! NdC

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  1. amo Roma da sempre e ci vado ogni volta con lo stesso entusiasmo….i miei amici romani dicono che sono una milanese atipica, io dico che sono un’abitante del pianeta terra e basta ^_^

    molto belle le vostre foto, e i cubotti sembrano belli soffici come fai a farli lievitare così bene? a me queste preparazioni restano sempre un po’ piattine…

  2. Ciao Ragazzi!!! Mi chiedevo dove eravate in questi giorni! Ed ecco la vostra risposta ora!
    Prima di tutto vi devo dire che il Maxxi sembra avervi ispirati tantissimo visto le foto stupende di questo post ^_^
    Sempre portarsi dietro uno zainetto con i viveri!!!
    Mi piace il vostro sareceno cubista!! Ma mi piacerebbe ancora di più se lo potessi assaggiare. Come barbara resto meravigliata dalla sofficità, a me il saraceno resta sempre un po’…come dire…mattonelloso. O avete un trucco che non volete svelarci….o il saraceno lievita da matti con lo yogurt (cosa che non ho mai provato)…o volete far schiattare d’invidia me e barbara!
    Non si fa così ragazzi… no no no!!!

    • In effetti i casi sono due: o è pura fortuna (e ci sta) o lo yogurt ha fatto il suo dovere. Sta di fatto che ci siamo stupiti anche noi della ‘sofficiosità’. Per quanto riguarda lo zainetto con la merenda… Ahinoi, quanta ragione hai :-)! Ora abbiamo capito perchè in giro per le città d’arte si vedono turisti che si abbuffano alle ore più impensate…

  3. ma zucchero integrale di semi di girasole è uno scherzo o esiste davvero? adesso dopo le vostre vacanze romane direte ‘anvedi questa chestaffà ‘a trogrodita …’
    dai! che belli questi cubotti, li farò appena trovo questo zucchero 🙂
    belle le vostre vacanze, decisamente intense e ricchi di calli ecosostenibili! avete rubato la ricetta della zuppa di ceci!? 🙂

    • Che ridere! A scrivere di fretta rubando connessioni altrui si fanno danni… Ovviamente zucchero e olio sono due cose distinte :-). Da oggi hai vinto il titolo di ‘correttrice ufficiale’ dei post di Notedicucina. Noi in due facciamo a malapena un midollo spinale, neanche un cervello… :-/. A proposito: felici dell’incontro feisbucchiano!

      • o il titolo di ‘scass*****i ufficiale’, mi va bene 🙂 o di ‘signorina pignolina’.. no, davvero, è che li voglio fare e ora che ho capito di avere lo zucchero di cui parlate li farò di sicuro!
        felice anche io, siete bellissimi!

    • Grazie Bianca! Che bello il tuo blog! Appena tornati a casa ci dedicheremo allo ‘spulciamento’ delle tue ricette, che sembrano moolto invitanti :-). Felici che tu ci sia venuta a trovare!

  4. Roma mon amour! ^_^
    Beh, sono mezzo romana e condivido gli aggettivi: caotica, satura, contraddittoria, unica e bella. Già!
    bellissimi anche i cubotti ^_^

  5. Una curiosità… Tentiamo da ieri di aggiungere un commento ai tuoi bellissimi panini ripieni, ma il sito ci nega il permesso in quanto non riesce a rintracciare l’origine del commento. Eppure abbiamo fatto la procedura… Stranissimo! In ogni caso sono golosissimi 😀

  6. I cubotti sono meravigliosi e le vostre foto fatte a Roma, città splendida, ancora di più!
    Comunque quella zuppa di ceci sembra davvero da portare a leccare la ciotola, è cremosissima 😉

  7. Io sono di Roma, non natia ma ci vivo da quando sono nata, e nonostante le bellezze che hai elencato non la amo moltissimo , per questo sono fuggita, proprio perchè lo smog, il caos, la maleducazione e tutto il resto sono caratteristiche che non mi piacciono in un luogo e la città le ha sempre tutte.
    Riguardo la ricetta che dire, me la segno perché mi piace molto! ^^

    • Spesso è molto più facile apprezzare una città quando non sei costretto a fare i conti con caos e smog ogni giorno. Credo che anche per noi non sarebbe semplice vivere nella capitale. Da turisti è un incanto, ma entrambi prediligiamo la tranquillità. Ah, quanto desidereremmo una bella casetta in campagna…

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