Dio disse hemp. E hemp fu.

Hemp fu. Siccome immobile,
dato il divino odore,
stette bavetta in bilico
memore del sapore,
così percossa, attonita,
la gola sta all’assaggio
ebbra del gusto amabile
di una leccornia tale…”

Ebbene sì, sapevatelo: il Cinque Maggio nacque così. Fu solo dopo che Alessandro Manzoni ebbe smaltito gli effetti della canapa che, incerto sulla spendibilità del componimento, tirò due fregacci e finì per partorire il capolavoro che tutti conosciamo. Eppure si narra che l’ode all’Hemp fu, altrimenti detto tofu di canapa, sia inspiegabilmente giunta a noi grazie al santone indiano Saggya Sta Gangya, che raccolse la brutta copia gettata dalla finestra in un giorno di sole del 1821 e decise di conservarla, certo che un giorno l’Universo sarebbe stato pronto ad accogliere quel messaggio di speranza.
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Ok. Torniamo seri. No, è che ogni volta che nominiamo ai nostri amici l’hemp fu, spiegando che è fatto a partire da semi di canapa, leggiamo espressioni che vanno dal “credevo foste bravi ragazzi” al “ne avranno mica un po’ in avanzo?”. Quindi, per i più scettici, ecco il link in cui trovare tutte le informazioni sul caso senza additarci come detentori di roba illecita. Cabrini e la Rossa Cantante sono tipi rilassati PER NATURA, e l’hemp fu è un alimento proteico nutriente e strabuono, scoperto di recente grazie al Genovegas (il gruppo d’acquisto genovese di cui fanno parte, N.d.R.). Insomma… siamo GASati dalla novità! E già che ci siamo, oltre a esortare chi non lo ha ancora fatto ad assaggiare questa prelibatezza (a nostro parere mille volte più buona del tofu, con il quale non ha poi molto in comune), spendiamo due parolette a favore dei gas. Oltre a garantire il risparmio, che nel caso dell’hemp fu di “Armonia e bontà” è davvero notevole rispetto ai prezzi di listino, il gas è una scelta ecologica, un’occasione per incontrare persone super in gamba e un modo di dare una mano ai piccoli produttori locali. Insomma… GASatevi anche voi e beccatevi la nostra ricetta dell’hemp fu alla ligure. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza… Noi garantiamo: è un piatto da sballo :-P!
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INGREDIENTI x 2 persone:

  • un panetto da 200g di hemp fu
  • una manciata di pinoli
  • 1 rametto di rosmarino
  • 15 olive taggiasche
  • 1 C di tamari
  • una foglia di alloro
  • 1 cipollotto
  • 1/2 C di olio evo

Pulire il cipollotto, tagliarlo a rondelle sottili e farlo stufare per qualche minuto in poca acqua. Aggiungere il rosmarino e l’alloro. Saltare a parte l’hemp fu in una padella antiaderente con l’olio e il tamari, salando a piacere, aggiungendo anche i pinoli e le olive. Quando l’hemp fu sarà dorato, unire al cipollotto e agli odori e far saltare tutto in padella per 3-4 minuti.

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Ciao ciao!
NdC

Ricette (con)vinci facile

-Ma sai che loro hanno un blog di cucina?-
-Oh, ho visto il vostro blog…!-
-L’altro giorno ho provato la vostra torta di nocciole. Ma non ne postate più altre?-

E’ quando ti trovi a rispondere all’inatteso entusiasmo di amici e nuove conoscenze bofonchiando con una faccia da ebete che “sì, in effetti è da un po’ che non lo aggiorniamo…”, che è giunta l’ora di riprendere in mano le redini della situazione. Data la quantità di giornate di pioggia susseguitesi da novembre a oggi, la tentazione di andare in letargo assieme ai post di “Note di cucina” murandosi in una comoda tana e ronfando ad libitum con la faccia affondata in una pucciosa marmotta c’è stata, beninteso; ma Cabrini, la Rossa Cantante e mr. Cello non hanno ceduto. Tra una conferenza di Latouche e un concerto last minute, la missione dei veg-musicanti procede a gonfie vele. Per non parlare delle cenette veg convinci-scettici… Qui qualche esempio di dolcezze “vincifacile”:
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Comunque, per non tediarvi troppo, ci concentreremo su due esperienze degne di nota:

1) Il primo concerto-baratto in quell’accogliente salotto che è “Cibi e libri“, biblio-gastronomia vegetariana nel cuore di Genova. Niente taglieri di salumi, e finalmente anche gli amici del gruppo d’acquisto vegano hanno riempito (ottimamente) le panze. Dal canto (♫♪) nostro siamo tornati a casa inzUppati d’acqua (pioveva. Stranissimo!) ma inzEppati di focaccette a lievitazione naturale. La soddisfazione di dire: “Mi guadagno il pane (le focaccette) suonando”… Vuoi mettere? Pucciate al mattino nel latte d’avena con la marmellata, poi… avrebbero svegliato dal letargo pure la marmotta.
2) L’acquisto del libro “Uno Cookbook“. Era tanto che non compravamo un libro di ricette, ma questo era davvero troppo invitante. Belli (e buoni) i piatti, belle le foto, bella la grafica, bellotutto.
Morale 1: siamo infognati nella fase “Questa la proviamo!”.
Morale 2: non possiamo non condividere con voi almeno una ricetta. Quindi partiremo con i grissini, fino a oggi grande lacuna nel nostro blog. Noi abbiamo fortunatamente dimezzato le dosi, e se siete in due vi consigliamo di fare lo stesso: il fatto che si dica “magro come un grissino” è da attribuire meramente all’aspetto del grissino, e non lenirà i vostri sensi di colpa una volta che ne avrete fatti fuori 40 nel giro di due ore.

Abbiamo sostituito i semi di sesamo con semi di girasole. Eccovi la ricetta tratta dal libro per 20 grissini:

  • 125 g di farina di farro integrale
  • 125 g di farina di farro bianca
  • 3 cucchiai di semi di girasole frullati in parte
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 100 ml d’acqua
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 pizzico di bicarbonato

Versare gli ingredienti in una ciotola e mescolare con una forchetta, poi impastare fino a ottenere un impasto morbido ed elastico. Coprire l’impasto con pellicola e lasciarlo riposare per circa 30 minuti. Stendere l’impasto alto 1/2 cm e tagliare delle strisce larghe 2 cm e lunghe 12 cm. Con un pennello ungere leggermente le strisce, poi arrotolarle a spirale premendo i bordi sul pianale affinché non si srotolino. Sistemare i grissini su una teglia coperta di carta da forno e spennellarli nuovamente con l’olio. Cuocere a 180°C per circa 30 minuti (i nostri sono stati in forno per 35 minuti abbondanti). Far raffreddare i grissini prima di consumarli.
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Ascolto del giorno: Concerto Grass… pardon. Concerto Grosso. Occhio che sul palco c’è anche Cabrini!

Ciao ciao!
NdC

Amberebè ciccì coccò

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Signore e signori… Gioia e giubilo, gaudio e tripudio! E’ con grande emozione e un pizzico d’irrequietezza che vi annunciamo che…

…E’ NATA!!!

Amber, con i suoi 3m e 40s, ha emesso i suoi primi vagiti ieri, 20-11-2013, alle ore 18:00 circa. Gode di ottima salute e ha già ricevuto un numero di visite da lacrimuccia :’-).

Ok. Ricomponiamoci. E’ solo una canzone. Però permetteteci di giustificare l’entusiasmo e il parallelismo con qualche considerazione:

1) I mesi di gestazione, considerati i tempi “leggermente” dilatati che ci contraddistinguono causa priorità lavorative, coincidono.

2) E’, di fatto, la primogenita della coppia Almost 3 (Mr Cello ci tiene a farsi chiamare “zio”: meglio assecondarlo, per non incorrere in poco auspicabili gelosie post-nascita). Cercheremo di non riservarle troppe attenzioni, altrimenti viene su viziata.

3) E’ venuta alla luce in casa, circondata dalle cure amorevoli di Cabrini e della Rossa Cantante e rassicurata dal calore delle mura domestiche.

4) E’ tendenzialmente paciosa, ma quando vuole urla eccome! Volume delle casse o delle cuffie al massimo e… provare per credere. Il vantaggio (non da poco) è che basta premere il tasto “pause” e si spegne, così Zio Cello non si deve alzare di notte a rassicurarla.

5) In ultimo… ogni scarrafone è bello a mamma sua. Quindi a noi e a Mr Cello piace. E voi che ne dite? Potete anche rispondere “è simpatica”, qualora siate in imbarazzo…

Ah. Non fa la cacca. Ancora.

Comunque, noi festeggiamo! Biscotti al cioccolato per tutti!
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INGREDIENTI:

  • 2 tazze (capienza 240 ml) di farina 0
  • 1/2 tazza di fiocchi d’avena
  • 1/4 di cucchiaino da tè di lievito in polvere al cremortartaro
  • 1 tazza di noci varie (normali, macadamia, anacardi)
  • 1 tazza di gocce di cioccolato fondente
  • 1/2 tazza di sciroppo d’agave
  • 1/2 tazza di olio di mais
  • 1/2 cucchiaino da tè di vaniglia in polvere
  • 2-3 cucchiai d’acqua

Unire in una terrina fiocchi d’avena, farina, lievito, sale e vaniglia. Mescolare e aggiungere poi le gocce di cioccolato e le noci. In un’altra terrina preparare gli ingredienti liquidi (sciroppo, olio e 2 cucchiai d’acqua), poi unirli a quelli secchi e mescolare, lavorando l’impasto con le mani finché non sarà denso ma ben manipolabile. Se dovesse essere necessario, aggiungere il terzo cucchiaio d’acqua. Rivestire una teglia di carta da forno e formare delle palline, posizionandole poi sulla teglia e schiacciandole con il palmo della mano (dovranno avere uno spessore di circa 1 cm), avendo cura di lasciare una distanza di 2/3 cm tra un biscotto e l’altro. Infornare a 180°C per circa 15 minuti, o comunque finché i biscotti non saranno ben dorati (meglio ancora “ambrati” :-P).
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Ciao ciao!
NdC

Muffinché c’è vita…

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Quando la Rossa Cantante è fuori per concerti, Cabrini, invece di spassarsela con il classico “faccio cose, vedo gente”, colma le carenze d’affetto con dolcetti “ad effetto”. A giudicare da quello che è riuscito a preparare in soli 3 giorni di solitudine forzata, un ipotetico tour della red singer  potrebbe sfociare in una versione 2.0 del violoncellista modello “Peppa Pig”. Un esempio visivo? La crostata alle mele cotogne fagocitata nell’arco di 48 ore, i cui resti sono immortalati nell’immagine sottostante.
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Il lato positivo è che l’assenza in genere dura poco, e la sera dell’ultima replica al Teatro Gioiello il varco spazio-temporale che si era venuto a creare nello stomaco della Rossa Cantante dopo un’ora e mezzo di concerto su comodissssimi tacchi a spillo è stato colmato dall’ultimo muffin rimasto e portato da un orGOgLiOSISSIMO Cabrini.
IMG_2999Se poi la mattina dopo il suddetto uomo si alza alle 7 per svegliare la suddetta donzella un’ora dopo con una teglia di NUOVI muffins appena sfornati, non resta che chiedersi: “Muffindove può arrivare?”.

Per la cronaca: lo spunto per la ricetta, già dal principio ampiamente sconvolta dallo chef, era stato preso dal libro “Vegan cupcakes”. Cabrini ha pensato bene di tradurre “cocoa powder” con “farina di cocco”. Da muffins al cioccolato, quindi, gli ignari dolcetti sono stati tramutati in muffins al cocco (e forse sono ancora più buoni degli originali!). D’altronde a un uomo così un “difettuccio” sull’inglese si può perdonare, soprattutto se i risultati sono questi… :-D.
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Comunque, prima di essere inghiottiti dall’intruglio alchemico pseudo-formaggioso frutto di recenti sperimentazioni che giace nel frigo e che stanotte, ne siamo certi, fuggirà alla conquista del mondo, ci tenevamo a condividere con voi la ricetta. Nel caso non ci dovessimo risentire mai più, sappiate che vi siamo grati per l’affezione che avete dimostrato di nutrire per il blog e che… no. Non conosciamo l’antidoto per neutralizzare il blob. Abbiate cura di voi.

INGREDIENTI x 12 muffins:

  • 2 tazze di farina (abbiamo usato il residuo di 00 che avevamo, ma potete sperimentare con le integrali!)
  • 1/2 tazza di farina di cocco
  • 2 cucchiaini da tè di lievito
  • 1/2 tazza di sciroppo d’agave
  • 1/2 tazza di olio di mais
  • 3/4 di tazza di latte d’avena
  • 1/2 cucchiaino da tè di vaniglia in polvere
  • 80 g di gocce di cioccolato fondente
  • 1 pizzico di sale

Mescolare in una terrina farina, farina di cocco, vaniglia, cioccolata, sale e lievito. In un’altra terrina, mischiare latte, olio e succo d’agave. Unire gli ingredienti liquidi a quelli secchi mescolando con cura e riempire i pirottini per muffins per 3/4 con il composto. Cuocere in forno a 180 °C per 20 minuti.

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INGREDIENTS for 12 muffins:

  • 2 cups all-purpose flour
  • 1/2 cup coconut flour
  • 2 teapoons baking powder
  • 1/4 teaspoon salt
  • 1/2 cup agave syrup
  • 3/4 cup oat milk
  • 1/2 cup corn oil
  • 3 ounces dark chocolate drops
  • 1/2 teaspoon vanilla powder

Preheat the oven to 350 F. In a mixing bowl, sift together the flour, coconut flour, vanilla powder, chocolate, salt and baking powder. In another mixing bowl, whisk together the agave syrup, oat milk and corn oil. Add the mixture to the dry ingredients and stir until just combined. Portion the batter into the cupcake cups, filling each about 2/3 of the way full. Bake for about 20 minutes.

Ciao ciao!
NdC

Cime tempestose

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Quale miglior momento per scrivere un nuovo post dell’interminabile attesa, con cui il malcapitato Cuoco Goloso deve necessariamente fare i conti, che intercorre tra la preparazione dell’impasto per la Focaccia Genovese e il termine della lievitazione? Fior di filosofi e scienziati si sono in passato interrogati sulla natura del Tempo e sulla sua spiccata tendenza a dilatarsi o ad accelerare il suo corso nelle diverse situazioni psico-somatiche cui il nostro complesso ammasso di neuroni va incontro, ma… nessuno, ahinoi, ha condotto ancora studi scientifici sull’inarrestabile, incolmabile, imponderabile deformazione dello spazio-tempo che si viene a creare durante l’Attesa con la “A” maiuscola, quella per l’anelato assaggio della Focaccia Genovese. Nulla scorre meno velocemente dei secondi, i minuti, le ore che separano il Cuoco Goloso dal ricongiungimento con la propria bisunta e goduriosissima creatura. Ecco: Cabrini e la Rossa Cantante si trovano esattamente in una situazione di questo tipo. Con la differenza che Cabrini, spossato per il duro lavoro di “impastamento”, una volta venuto in contatto con la calda superficie del divano e dopo aver lanciato, colto da un balzo di creatività pre-fase REM, la sua proposta per il titolo del post che i due si accingevano a scrivere, è stato colto da un istantaneo colpo di sonno ristoratore; ristoratore di nome e di fatto, visto che, a giudicare dall’espressione di beatitudine spalmata sul suo volto, la focaccia deve aver fatto capolino anche nel mondo dei sogni. Ma perché parlare di lievitazione e rendere l’attesa ancora più sofferta, quando la ricetta di oggi è un primo piatto super? Preparazione velocissima, bontà assicurata. Certo che un po’ di focaccia per fare scarpetta nel piatto… :-P

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INGREDIENTI x 2 persone:

  • 2 etti circa di trofie liguri
  • 1 panetto da 200 g di tofu affumicato
  • 2 mazzi di cime di rapa
  • 2-3 C di olio evo
  • sale qb
  • peperoncino qb

Pulire e risciacquare le cime di rapa. Tagliare il tofu a cubetti. Far cuocere per 10 minuti le cime di rapa in acqua bollente salata e, nel frattempo, far saltare il tofu in padella con un cucchiaio d’olio. Scolare le cime e aggiungerle al tofu, aggiustando di sale e peperoncino. Portare gli ingredienti a fine cottura facendo evaporare l’acqua in eccesso. Cuocere le trofie nella stessa acqua di cottura delle cime e, dopo averle scolate, mantecarle nella padella con il condimento aggiungendo 1-2 cucchiai d’olio.

P.S: qualora voleste usare il tempeh al posto del tofu avreste tutta la nostra approvazione, se non altro perché, se date un’occhiata al titolo del post, un nome più figo il piatto non lo potrebbe avere. Quindi… più cime tempehstose per tutti :-D!
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INGREDIENTS (serves 2):

  • about 7 ounces of Ligurian trofie
  • 200 g smoked tofu
  • 2 bunches of turnip greens
  • 2-3 tblsp extra virgin olive oil
  • salt to taste
  • pepper to taste

Clean and rinse the turnip greens. Cut the tofu into cubes. Cook the turnip greens for 10 minutes in boiling salted water and, in the meantime, sauté the tofu in a pan with a tablespoon of oil. Drain the turnip greens and put them in the pan with tofu, salt and pepper. Cook the ingredients until the extra water evaporates. Cook the Trofie in the same cooking water of the turnip greens, drain and put them in the pan with the sauce, adding 1-2 tablespoons of olive oil and stirring.
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Ciao ciao
NdC

Aggiungi un post a tavola

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Capita che Cabrini e Mr Cello, assieme alla fida mandria di gnu (aka Gnu Quartet, per i nuovi lettori), si trovino a far parte di uno spettacolo a favore del Teatro Archivolto a fianco del loro già compagno di tour Neri Marcorè. Un “ritourno ” di fiamma, insomma. Capita anche che sia prevista un’unica, miserrima giornata per inventare e provare il suddetto spettacolo ed evitare di proporre a un pubblico carico di aspettative un imbarazzante surrogato di teatro dell’assurdo anni ’60. Ma, si sa, in ogni ricetta che si rispetti conta soprattutto la ge(g)nuinità degli ingredienti. Date a un signor chef un chilo di fagiolini stopposi in frigo da due settimane, e non potrà che servirvi una ricercatissima portata di… fagiolini stopposi in frigo da due settimane. Di quelli coi fili che si incastrano tra i denti e ci piantano le tende, esattamente. Si dà il caso, però, che in questo frangente gli ingredienti fossero freschi freschi, appena raccolti dall’orto (sulle fronti dei nostri eroi s’intravedevano ancora minuscole gocce di rugiada. O era sudore? Boh. Non sottilizziamo).

La formula è semplice: Neri Battutafacile+Gnu Zoccoliaffilati= divertimento assicurato. Con una buona dose di improvvisazione, un pizzico di demenzialità, una cottura rapida e un ottimo chef-regista, gli ingredienti sono stati assemblati al meglio. Ricetta veloce e gustosa, proprio come piace a noi, per una piacevolissima serata adatta anche ai palati più esigenti. Degna conclusione è stata la cena post-spettacolo al ristorante Dammi del Tu. Gentilezza a carrettate, sapori calibrati alla perfezione e, udite udite… un ottimo menù vegan, in occasione della Settimana Vegetariana Mondiale. Mancava giusto il momento “tuttinpista”. Ah no, c’è stato anche quello. Solo che la pista da ballo era la piazzetta antistante il Teatro. Ma qui ci sono delle reputazioni da salvaguardare e una nuova ricetta da diffondere, perciò ometteremo ulteriori particolari…
Seitan e purea di zucca, versione “notedicuciniana” del classico delle mamme old style “Ti ho fatto la fettina con il purè”…
seitan e purea zucca
INGREDIENTI x 2 persone:

  • 2,5 etti circa di seitan
  • 1/2 zucca delica medio-piccola
  • 2-3 foglie di salvia
  • 2 C di semi di zucca
  • 2 C di olio evo
  • sale qb
  • pepe qb

Sbucciare la zucca (facendo attenzione alle dita :-)), ripulirla dei semi e ridurre la polpa a cubetti. Trasferire i cubetti in un pentolino con un cucchiaio d’olio, coprirli appena con acqua, aggiungere le foglie di salvia e farli cuocere per una decina di minuti. Terminata la cottura, salare e frullare tutto con il Minipimer. Se il purè dovesse risutare troppo liquido, farlo ritirare ancora per qualche minuto proseguendo la cottura a fuoco lento. Tagliare il seitan a fettine molto sottili. Riscaldare 1 C d’olio in una padella antiaderente e farvi saltare il seitan per  5 minuti, salando e pepando.  Impiattare il purè e il seitan, guarnendo il primo con i semi di zucca.
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INGREDIENTS (serves 2):

  • 2,5 hg of seitan
  • half a “Delica” pumpkin
  • 2-3 sage leaves
  • 2 tbsp of pumpkin seeds
  • 2 tbsp of extra virgin olive oil
  • salt and pepper to taste

Peel the pumpkin, remove the seeds and cut the flesh into small cubes. Transfer the cubes in a saucepan with a tablespoon of oil,  just cover them with water, add the sage leaves and cook for about ten minutes. Once cooked, add salt and mix with an hand held blender. If the purée is too much liquid, continue the cooking for a few minutes. Cut the seitan into very thin slices. Heat 1 tbsp oil in a frying pan and sauté the seitan for 5 minutes, then add salt and pepper. Serve the pumpkin purée and seitan, garnishing the top with pumpkin seeds.

Ciao ciao!
NdC

Dolci pratiche

Papera

Ingredienti: Mr Cello, uno sgabello (fa pure rima), due tappetini blu e due paia di calzini, possibilmente di colori e fantasie improponibili. Procedimento: carichi come una coppia di novelli sposini usciti dalla prima gita all’IKEA, salite le scale del più grigio e amorfo parcheggio nel cuore del Porto Antico, ignorando gli sguardi inquisitori dei gabbiani-vedetta e le espressioni altrettanto eloquenti di chi il parcheggio lo usa, guarda un po’, per posteggiare la macchina. Siete all’ultimo piano. Uscite. l compagni di avventura yogica sono lì ad aspettarvi. Osservate. Sotto i piedi avete una colata di cemento da far invidia ai bunker della Linea Maginot. Quindi? Quindi andate oltre; il cemento grigio lo copre il tappetino blu. Distendetevi. Respirate. Schiacciate il tasto “On” sulla cordiera di Mr Cello, e lui si accorderà magicamente con i rumori del porto, vibrando in perfetta sincronia con l’aria e scherzando di tanto in tanto con i gabbiani sul risultato del derby Genoa-Samp. Ora aprite gli occhi. Quello che state  assaggiando è una stratosferica (di nome e di fatto) distesa di luce e colore, un immenso origami di cielo e nubi che darebbe del filo da torcere alle più posticce scenografie di Bollywood. Accompagnate la succulenta portata con una corroborante tisana a base di zenzero e anice e assaporate il tutto lentamente. Per ogni respiro un boccone di bellezza. Ecco a voi la ricetta della felicità.

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E poi? Poi c’è il ritorno a casa, con la ciliegina sulla torta (o meglio, con la torta senza la ciliegina).

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INGREDIENTI x una tortiera da 18 cm:

  • 170 g di farina di farro integrale
  • 80 g di zucchero di canna
  • 8 g di lievito in polvere bio
  • 3 piccole pere coscia
  • 50 g di noci
  • 150 g di latte vegetale (preferibilmente già piuttosto dolce, come quello di riso. Noi abbiamo usato latte di miglio aromatizzato carruba, che in questa torta dà veramente il meglio di sé!)
  • 60 g di olio di semi di mais
  • 1 c di cannella in polvere
  • 1 pizzico di sale

Mescolare in una terrina farina, zucchero, cannella e sale. Aggiungere poco alla volta l’olio e poi il latte, mescolando bene. Setacciare il lievito e unirlo all’impasto. Tagliare le pere a fette e aggiungerle infine al composto assieme alle noci sbriciolate. Mescolare bene e versare nella teglia rivestita di carta da forno. Cuocere a 190°C per circa 35 minuti.
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INGREDIENTS (for a 18 cm/7-inch cake pan):

  • 170 g whole spelt flour
  • 80 g of brown sugar
  • 8 g of baking powder
  • 3 small pears
  • 50 g of nuts
  • 150 g of vegetable milk (better if it’s pretty sweet, like rice drink. We used carob flavored millet milk, which really gives this cake its best!)
  • 60 g of corn oil
  • 1/2 teaspoon ground cinnamon
  • 1 pinch of salt

Mix in a bowl flour, sugar, cinnamon and salt. Slowly add the oil and then the milk, stirring well. Sift the baking powder and add it to the mixture. Cut the pears into slices and then add them and the chopped nuts to the mixture. Mix well and pour into the baking tray lined with baking paper. Bake at 190 ° C for about 35 minutes.

Ciao ciao!

NdC

Zup-pa-pa zup-pa-pa…

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Passano le ore, i giorni, i mesi… e di Cabrini e della Rossa Cantante si perdono le tracce. Siate indulgenti; oltre che musicanti, siamo animali affetti da una terribile malattia: stiamo parlando della curiosità congenita, che ci rende molto difficile dedicarci con costanza settimanale all’impegno del blog. Ci saranno perciò fasi alterne, ma sappiate che in questi mesi si sono accavallati e si accavalleranno epiche colonne sonore, appassionati studi naturalistico-neurologici, cantate notturne con un inedito Cabrini al pianoforte, gite a 2000m in Carnia, giochi sfrenati su altalene isolate, ecc. ecc. Di tutto ciò, però, l’evento più degno di rilevanza è sicuramente il nostro ingresso nella Società Montanara come coppia di “ballerini” (ma “ini”…) di lissssio. Più che un debutto in pista, un “Mi butto in pista”. Sì, perché in Carnia il lisssio è quello vero, in cui le fisarmoniche cantano che è un piacere e l’unico ingrediente veramente necessario è il sorriso, che sia quello spensierato di un bimbo sdentato intento a schivare i piedoni dei grandi o quello, altrettanto sincero (e altrettanto sdentato), di un arzillo novantenne. In mezzo stanno giovani e meno giovani, camicie a quadri, alluci malmessi, guance rubiconde, aliti al tritolo e teste che girano. Roba per stomaci forti. Per sostenere la spesa energetica, ovviamente, il carburante a base di polenta e “tai di vin” si rivela imprescindibile.
Insomma… Siamo tornati! Ora tirate giù quello scettico sopracciglio alzato, aprite i vostri cuori, concedeteci benevolenza e magnanimità e osservate con quale eleganza (felpa grigia e pile in tinta ne sono la prova lampante) e leggiadria voliamo sulle note di un valzer carnico DOC.
Ma ciancio alle bande. Ecco a voi una velocissima e corroborante zuppetta del rientro, ottimo antidoto per le anime attanagliate dalla nostalgia delle zucchine dell’orto.
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INGREDIENTI x 2 persone:

  • 1/2 Kg di zucchine fresche
  • i fiori delle suddette
  • 1 manciata di pinoli
  • 1/2 c di curry
  • 1 pizzico di pepe
  • 2 C d’olio evo
  • acqua e sale qb

Dopo averle lavate e private del fiore, tagliare a dadini le zucchine, rosolarle in pentolino con un cucchiaio d’olio per 2-3 minuti e coprirle a filo con l’acqua. Portare a ebollizione e far cuocere ancora per 7-8 minuti, aggiungendo curry e sale. Intanto privare i fiori del pistillo e tagliarli a striscioline, poi saltarli in padella per 2-3 minuti con il restante cucchiaio d’olio salando e pepando a piacere. A cottura delle zucchine ultimata, toglierle dal fuoco e frullare con il Minipimer. Tostare i pinoli in una padella antiaderente per un paio di minuti, girando continuamente in modo che non si brucino. Versare la zuppa in tazze o piatti fondi, guarnendo con i fiori saltati e i pinoli.
ImmagineCiao ciao!

NdC

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INGREDIENTS (serves 2):

  • 1/2 kg of fresh zucchini with their flowers
  • 1 handful of pine nuts
  • 1/2 teaspoon of curry powder
  • 1 pinch of pepper
  • 2 tablespoons extra virgin olive oil
  • water and salt to taste

After separating the flowers, wash zucchini and dice. Sauté in a pan with a tablespoon of olive oil for 2-3 minutes, then cover with a little water. Bring to a boil and cook for 7-8 minutes, adding curry powder and salt. Meanwhile, deprive the flowers of the pistil and cut into strips, then fry in a pan for 2-3 minutes with the remaining tablespoon of olive oil, salt and pepper to taste. When zucchini are cooked, remove from heat and blend with the Minipimer. Toast the pine nuts in a pan until they emit their aroma. Pour the soup in cups and garnish with flowers and pine nuts.

Golpette per tutti…

Questo è un blog di cucina. Di musicucina, se proprio vogliamo essere puntigliosi. Però concedetecelo: mesi a leggere articoli, rivedere stralci di conferenze online, ANSimare di fronte agli aggiornamenti ANSA per le sorti del Paese, interrogarsi su chi meritasse ancora un briciolo di fiducia e… Signore e Signori, siamo di nuovo qui. Allo stesso, identico, surreale, deprimente, maleodorante punto di prima. Incredibile. C’è chi parla di golpe e golpettini, chi rimpalla la golp… pardon, la colpa all’altro e chi a forza di citare giaguari ha finito per fondare uno zoo, invece che un partito. Sta di fatto che, tanto per restare in tema naturalistico, il lupo perde il pelo ma non il vizio (qualcuno perde i capelli, per la verità, ma tanto per quelli ci sono implantologia e attaccature posticce disegnate ad arte).
In attesa dell’elezione del nuovo (…) Presidente del Consiglio, noi abbiamo trovato un’unica soluzione alternativa all’emigrazione forzata: consolarci con le golpette. Buon appetito, Italia.
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INGREDIENTI x 3-4 persone:

  • 200 g di piselli già cotti
  • 3 pomodori secchi sott’olio
  • 2 patate di medie dimensioni cotte al vapore o bollite
  • 2 C di lievito alimentare in scaglie
  • 1 C scarso di curry
  • 2 C di maizena
  • 1 C di olio evo
  • 1 C di prezzemolo tritato
  • pangrattato qb
  • sale qb

Unire in una ciotola piselli, pomodori secchi, patate, lievito, curry, maizena, olio e prezzemolo e frullare. Aggiustare di sale e aggiungere pangrattato finché l’impasto non sarà morbido ma facilmente modellabile, quindi non troppo appiccicoso. Rivestire una teglia di carta da forno e formare delle polpette delle dimensioni di palline da ping-pong, facendole rotolare tra i palmi delle mani. Passarle nel pangrattato e disporle sulla teglia, schiacciandole leggermente con il palmo della mano. Cuocere in forno a 200°C per 20 minuti circa.
polpette di piselli 2Se poi vi sentiste già abbastanza “oppressi” dalla situazione politica, potete sempre evitare di schiacciarle e fare così…
polpette per blog

Ascolto del giorno: Giorgio Gaber

Ciao ciao!
NdC

T’amo, Pio Gnu…

1) Questa è la storia di uno strumento sfortunato. Chi ama la cucina ma detesta i musicisti logorroici può agevolmente passare al punto 2 (sappiate, però, che Mr Cello se ne avrà a male).
Per chi ancora non lo sapesse, Cabrini suona il violoncello. O meglio: Cabrini maltratta il suo violoncello. Il povero papà liutaio, nel dare vita a Mr Cello con tanta cura e maestria, aveva grandi progetti per lui: Shostakovich, Traviate, suites di Bach… Le cose sono andate diversamente. Fino a qualche anno fa tutto filava liscio e Cabrini, da bravo professore d’orchestra, coccolava e accudiva il suo strumento rimpinguandolo con dosi massicce di melodie da lacrimafacile. Mr Cello (aka Pio, il nome che il suo speranzoso papà gli assegnò in un lontano giorno di tiepido sole primaverile), nonostante avesse visto più volte il proprietario cadere nella tentazione di suonare la Musica del Diavolo, tutto sommato dormiva sonni tranquilli. Poi arrivarono loro. Animali-chimera che scalpitavano in lontananza sollevando nuvole di polvere e lasciando dietro di sé morte e distruzione. Pio vide scorrere in un istante davanti alle sue “s” il momento della consegna nelle mani di un Cabrini commosso ed emozionato, l’ansia prima dei concorsi, la terribile audizione per entrare in orchestra, le cantanti liriche scollacciate e quella volta che per fare uno scherzo al direttore i fiati si infilarono nel buio terrificanti maschere da Halloween, per poi continuare a suonare con nonchalance conciati così. Poi fu il nulla. Loro, gli Gnu, erano arrivati. Pio sentì i sensi abbandonarlo, fu avvolto dall’oscurità e osservò il suo corpo dall’alto giacere inerme nella buca dell’orchestra, poi fu inghiottito da un tunnel di luce e una piacevole sensazione di pace si impadronì di lui. Da lì… La rinascita nel mondo dei peccatori. Cabrini cominciò rapidamente a usarlo a mo’ di basso, chitarra, banjo, strumento a percussione, stendibiancheria e macchina per il cappuccino (al latte di riso, ovviamente). Da Bach si passò a Bach_arach, poi a De André (e fin lì ci si poteva stare), infine ai Metallica. Lo step definitivo della conversione avvenne quando il nome di battesimo di Mr Cello fu deturpato da un’agghicciante canzoncina che blaterava di pulcini e trattori. A quel punto Pio non poté più nulla, e anche gli orridi strumenti di perdizione dei turpi chitarristi, ovvero pedaliere e distorsori, fecero capolino in una lugubre notte d’inverno. Il GnuQuartet era nato. Niente sarebbe mai stato come prima. Oggi Mr Cello suona rock, la sua anima è definitivamente corrotta e vi annuncia con orgoglio che è appena uscito “Muse_ic – GnuQuartet plays Muse” (sapevatelo e, se vi va… scaricavatelo :-D!). E Cabrini? Cabrini fa il figo e si mette lo smalto nero ma, si sa, gli anni passano, e due giorni fa un malefico crampetto alla mano sinistra gli ha fatto lo sgambetto durante la sfrenata esecuzione di “New Born”. Ed eccoci, finalmente, al punto 2!
banana bread2) Le banane. Lo dicevano le nonne, lo dicono molti medici (anche se, come sempre, su Internet si trovano frotte di smentite e controsmentite): contengono molto potassio e, oltre ad avere tante altre virtù, sono ottime per evitare i crampi. Indi per cui… Violoncellisti rock, bodybuilders e sportivi della domenica… fate anche voi colazione con il banana bread! Un must semplicissimo (ricetta in “cups”, che noi troviamo comodissime), con mille varianti e adorato dai foodbloggers. Ecco la nostra versione :-).

INGREDIENTI:

  • 2 cup (ovvero un recipiente con capacità di 250 ml) di farina 0
  • 1 C di lievito al cremortartaro
  • 2 banane mature
  • 1/2 cup di succo d’agave
  • 1/2 cup di latte di riso
  • 1/3 cup di olio di mais
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di vaniglia in polvere
  • 1/2 cup di uvetta
  • 1/3 cup di mandorle tritate finemente
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Mescolare in una ciotola gli ingredienti solidi. In un recipiente a parte frullare olio, succo d’agave, latte e banane. Unire poco alla volta il composto agli ingredienti solidi, avendo cura che non si formino grumi. Infornare in una teglia da plumcake a 180 °C per 45-50 minuti.
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flag_uk  INGREDIENTS (for 1 banana bread):

  • 1 cup of all-purpose flour
  • 1 tbsp of natural baking powder
  • 2 ripe bananas
  • 1/2 cup of agave syrup
  • 1/2 cup of rice milk
  • 1/3 cup of corn oil
  • a pinch of salt
  • a pinch of vanilla powder
  • 1/2 cup raisins
  • 1/3 cup finely chopped almonds

Mix dry ingredients in a bowl. Place oil, agave syrup, milk and bananas in a blender and process. Add the mixture to the dry ingredients a little at a time, mixing carefully. Bake in a baking plumcake lined with baking paper at 180 ° C for 45-50 minutes.

Ciao ciao!
NdC