Il post giusto dove mangiare!

Fine settimana bolognese per questa sesta settimana del tour di “Eretici e corsari”. Non poteva capitarci un post(o) migliore! Stavolta i nostri spostamenti sono stati preceduti da un planning degno di un’operazione della CIA, con tanto di mappe prestabilite e percorsi precisi al millimetro che unissero hotel, teatro e… Luogo in cui mangiare “alla nostra maniera”(cene incastrate tra soundcheck e spettacolo incluse).
Tre buoni motivi per trovare in Bologna l’habitat ideale:

1- Una gitarella al Museo Morandi a Palazzo d’Accursio, con relative vedute dall’alto di Piazza Maggiore.


2- Caffettino da Eataly sfogliando libri di cucina alle “Librerie coop” e scovando “Piccola pasticceria naturale” di Boscarello che spunta dallo scaffale più nascosto.


3- Sfamarsi e sbavare come boxer al “Centro Natura”, self service e take away in via degli Albari. Due parolette in più per questa fantastica scoperta: il posto che ognuno vorrebbe dietro casa e che rimpiangeremo a lungo, con una varietà di cibi bio/vegetariani/vegani e una qualità mai trovate. Qualche esempio, tanto per rendere l’idea delle cose assaggiate: polpette di seitan  con salsa di funghi, insalata tricolore con salsa di mele, stufato di zucca, bietole e sedano rapa, semifreddo ai datteri, kanten di castagne e mele e copiose spolverate di lievito alimentare/germe di grano/gomasio.

Veniamo alla ricetta di oggi, sempre sfruttando l’archivio accumulato da Cabrini nel suo fine settimana di “riposo” :-). Una piccola anticipazione da un’altra recente scoperta, un libro di cui vi parleremo presto, comprato dal Maestro in un attacco di cenerentolite (le massaie gli fanno un baffo…).

INGREDIENTI x 4 persone:

  • 100 g di rucola
  • 5/6 noci
  • una manciata di pinoli
  • 1 o 2 zucchine
  • qualche cucchiaio di acqua tiepida
  • sale qb
  • pane

Frullare la rucola spezzettata con le noci e i pinoli. Non servirà olio, perchè quello che rilasciano naturalmente le noci sarà sufficiente a rendere cremosa la salsa; basterà aiutarsi aggiungendo l’acqua tiepida in base alla consistenza desiderata. Aggiustare di sale la crema. Tostare le fette di pane in forno e grigliare le zucchine, tagliate sottili per lungo. Comporre i crostini spalmando la crema e adagiandovi un “nastro” di zucchina.

Ascolto del giorno: Ella&Louis.

Ciao ciao!

NdC

To(u)rta da viaggio

Cari amici, eccoci all’ennesima postata di “Violoncell(err)ando“. In collegamento, in diretta da Firenze, abbiamo Cantante Rossa, appena separatasi da un Cabrini impegnato a difendere un povero strumento inerme (che ormai regge il ponti-cello con la sola forza di volontà) dagli attacchi dei -17°C di Pavia. Riassunto flash delle puntate precendenti: Pallettate di neve e piedi ibernati a rischio amputazione in quel di Modena, receptionists molesti che chiamano in camera con nonchalance all’una di notte per avere informazioni sullo sconosciuto vicino di stanza (un certo Marcelo Gonzales), 45 gradi in hotel e -10 fuori con relativi scompensi nella termoregolazione interna, treni… Vabbè (Pietoso Velo, aiutaci tu), quintali di verdure bollite e pane (pretendere di essere vegetariani in Emilia è più o meno come chiedere un crodino all’Oktoberfest), donne delle pulizie indemoniate che si litigano lo swiffer alle 8 di mattina proprio davanti alla porta della tua stanza, intossicazioni alimentari da PAA (Peperone Agliato Assassino), uno GnuQuartet in splendida forma che sconvolge tranquilli locali (nel senso di “pub”, ma anche di attoniti “nativi del luogo”) sciorinando a sorpresa pezzi dei Muse con un’energia più da rinoceronte che da ungulato (siam mica qui a smacchiare i giaguari…), ecc. ecc. Ecco. Dopo tutto ciò, immaginiamo Cabrini e BB finalmente di ritorno a casa, mentre percorrono controvento e carichi come muli i 100 metri che li separano dall’amato Nido con le stalattiti che pendono dal naso; giunti al portone e infilata la chiave nella toppa, pregustandosi l’agognato calduccio domestico, si trovano invece a far capolino in una cella frigorifera. Ora, è risaputo che le caldaie vanno talvolta in blocco a causa di imprevedibili cali di pressione; noto a pochi è però il fatto che, per farlo, attendono con minuziosa, malvagia pianificazione il momento di maggior bisogno. Lo stesso comportamento ostile assume il Salvavita, che se ne infischia dei tuoi geloni e decide che la combo “forno+stufetta+microonde” non è proprio sostenibile -senza se e senza ma!- e che sì, se non vuoi finire come l’uomo di Similaun devi accendere una candela (o un cero alla Madonna?), cercare la chiave sepolta chissadove e scendere in cantina a riattivare il contatore, ovviamente riuscendoci solo al terzo tentativo. Dopo tutto ciò, affamati e in procinto di gettare la spugna di fronte a un frigo più vuoto della scatola cranica di Flavia Vento che evidentemente aderisce al complotto degli elettrodomestici (si veda il riferimento a un certo monologo di un certo Marcorè in un certo spettacolo…), i nostri eroi ricordano improvvisamente quel tranquillo sabato pomeriggio culinario di una settimana fa. Aprono il freezer e LEI è lì, che li guarda serafica con materna benevolenza…

INGREDIENTI:

Per la pasta

  • 250 g di farina integrale
  • 4 C di olio evo
  • acqua qb
  • una presa di sale fino
Per il ripieno:
  • 500 g di cime di broccolo
  • 200 g di seitan al naturale
  • 2 manciate di olive nere denocciolate
  • 1 C di tamari
  • 2-3 C di olio evo

Impastare la farina e il sale con l’olio e l’acqua (aggiungendone poca alla volta per regolarsi meglio). Quando la pasta avrà la giusta consistenza, preparare la classica “palla”, coprire con un panno e lasciare riposare per almeno 30 minuti. Nel frattempo lessare le cimette di broccolo per 5 minuti in acqua salata, tagliare a dadini il seitan e sminuzzare le olive. Dopo aver scolato le cime, spezzettarle grossolanamente con il coltello e trasferirle in una padella antiaderente oliata (1 cucchiaio è sufficiente) insieme al seitan e le olive. Cuocere ancora per una decina di minuti, aggiungendo il tamari e via via un po’ di acqua calda, se necessario. Intanto stendere due sfoglie con l’impasto precedentemente preparato e adagiare la prima su una teglia rivestita di carta da forno. Riempire poi con i broccoli, le olive e il seitan e chiudere la torta salata con la seconda sfoglia, spennellandone poi la superficie con un po’ d’olio. Cuocere in forno a 200°C per 30 minuti.

Ascolto del giorno: Muse

Ciao ciao!

NdC

U-don-tres…

ZUPPAsito palante Maria…

Scusate.
E’ il freddo che dà alla testa…


Lasciamo Ricky Martin alle sue mossette da macho(…) latino e torniamo alla cucina, che è meglio. Come promesso, eccoci in collegamento in diretta dalla stanzetta d’hotel di una Modena imbiancata e imbacuccata. Avessimo una casseruola di questa zuppa sotto mano, in questo momento, probabilmente ci infileremmo direttamente in pentola noi, tanto per riprendere contatto con i pollicioni dei piedi assiderati; ma -ahinoi- possiamo solo accontentarci del ricordo che ha lasciato domenica a pranzo alle nostre papille gustative, felici di godersi finalmente il ritorno a casa e ignare del destino ramingo che le avrebbe ancora attese per più di un mese. Un zuppetta confortante finto-Japanese da mangiare con le bacchette o le cannucce, se si è in difficoltà (così si tirano su spaghetti e brodaglia in un colpo solo e non ci si pensa più). La ricetta da cui abbiamo preso spunto prevedeva lenticchie di Castelluccio, tubetti, aglio, salvia, miso e cipolla. Dopo l’apertura di qualche sportello, Cabrini ha finto estrema consapevolezza e ispirazione e sfoderato con nonchalance una ricetta-variante (nel senso che dell’originale sono rimasti praticamente solo sale e pepe) a base di lenticchie Beluga e udon, probabilmente dimenticati in epoche remote da un precedente inquilino del Sol Crescente (questa è per i musicisti :-)).

INGREDIENTI x 4 persone:

  • 200 g di lenticchie beluga o di Castelluccio
  • 200 g di udon di riso
  • 5 cipollotti
  • 2 C di olio evo
  • 1 foglia di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 300 g di polpa di pomodoro bio
  • 1,5 l di brodo vegetale circa
  • sale e pepe qb

Fare appassire nell’olio i cipollotti tagliati fini con un pizzico di sale; aggiungere poi le lenticchie, l’alloro e il rosmarino e mescolare. Unire il pomodoro e circa metà del brodo, poi cuocere per 3o minuti salando leggermente. Versare il brodo rimanente, riportare a ebollizione e buttare la pasta (il tempo di cottura è di circa 8 minuti); infine aggiustare di sale e pepe. Lasciar riposare per qualche minuto prima di servire.

Ascolto del giorno: Zoe Keating

Ciao ciao!

NdC

Broccol Harum

Salsa verde per bolliti (di seitan, ovviamente)? NO. Pesto? NO. Gelato al pistacchio? NO (e nemmeno al tè verde!). Composta di pomodori verdi? NO. Semplicemente uno dei tanti sfizi natalizi di casa @ Notedicucina. Come avrete letto nell’ultimo post, negli ultimi 15 giorni abbiamo rimbalzato in giro per concerti; per forza di cose, dunque, abbiamo concesso un po’ di meritate ferie almeno al pentolame. Questa crema di broccoli, olive e capperi è quello che ci vuole per spuntini selvaggi e antipasti last minute. Ottima servita su singoli cucchiai-boccone e spalmata su gallette o crostini. Da Genovesi… Beh… La scelta non può che ricadere sull’insostituibile fugassa :-).

INGREDIENTI per 4 persone:

  • 300 g di broccoli
  • 1 C di capperi sotto sale dissalati
  • 6-7 olive nere
  • 1 C di olio evo
  • sale

Dividere il broccolo in cimette e cuocerlo in acqua bollente salata per 10 minuti. Scolare e frullare con i capperi dissalati, le olive e il cucchiaio d’olio, aggiungendo se necessario pochissima acqua di cottura per ammorbidire la crema.

Ascolto del giorno: Procol Harum

Ciao ciao!

NdC

I BisCotti del Mulino Stanco

Ballonzolando tra un concerto e l’altro, Cabrini & BB arrivano a metà mese con una buona dose di ore di sonno in arretrato, mostrando segni di incontenibile narcolessia nei pochi giorni di tregua casalinga e coccole culinarie. Sovente, in queste stranamente tiepide giornate dicembrine, si possono osservare i nostri due esemplari di Musicantes italicus mentre assumono la classica andatura del bradipo pigmeo, trascinandosi da una stanza all’altra in compagnia di pandiche occhiaie. In una parola, a ‘sto giro i due sono decisamente cotti. Urge, dunque, un rimedio rapido (e possibilmente godurioso) per compensare le 4 ore medie di sonno a notte. La soluzione è, ovviamente, una colazione da musiCampioni! Stavolta è BB a rimboccarsi le maniche in assenza di Cabrini (impegnato in lunghe prove in teatro in compagnia di Gnuquartet e Neri Marcorè), vincendo la poltrite acuta e sfornando una raffica di biscotti iperenergetici. Ecco dunque una versione ‘alternative’ dei blasonatissimi Grancereale, complice il libro “Il gusto della gioia” (un po’ stucchevole nei contenuti, a nostro parere, ma pieno di ricette super). Sarà che a noi si alza la psico-glicemia ogni volta che ci imbattiamo in quelle odiose pubblicità della Mulino Bianco che ora, ahinoi, ci propinano anche su YouTube (neanche aver smesso di guardare la TV da tempo serve più), ma il desiderio di riscatto sulle bucoliche tavolate finto-campagnole di famiglie di fustacchioni/e ipersorridenti con robotici pargoletti rosei e obbedienti al seguito è troppo grande. Largo, dunque, ai bisCotti del Mulino Stanco, da mangiare rigorosamente in compagnia delle amiche Borsesottogliocchi perchè, ebbene sì, generalmente nella vita reale alle 7/8 del mattino le persone consumano la colazione senza tre strati di fondotinta e la messa in piega appena fatta -_-.

INGREDIENTI:

  • 270 g di fiocchi di avena
  • 150 g di farina integrale
  • 190 g di zucchero grezzo di canna
  • 1 c di lievito in polvere bio
  • 100 g di uvetta sultanina
  • 75 g di cocco disidratato
  • 2/3 c di zenzero macinato
  • 2/3 c  di cannella
  • un pizzico di sale
  • 100 ml di olio di semi di girasole
  • 190 ml di acqua

Mescolare gli ingredienti secchi in un recipiente, dopodichè aggiungere l’olio e l’acqua. Impastare con la mano finchè il composto non diventa compatto, poi preparare delle sferette della grandezza di palline da golf. Adagiarle su una teglia rivestita di carta da forno e schiacciarle un po’ con il palmo della mano. Infornare a 180°C per circa 20 minuti (la cottura varia un po’ in base alle caratteristiche del forno), finchè la parte esterna dei biscotti sarà dorata. Far raffreddare prima di passare all’assaggio. Preparazione superveloce, risultato assicurato!

Ascolto del giorno: Joe Pass 

Ciao ciao!

NdC

Ti lascio un(a) calZone

E’ iniziato il dicembre dei viaggi (meglio spostamenti) per tanti concerti. Guide notturne, nebbioni, treni presi senza prese, soundcheck infiniti e caffettini multipli all’Autogrill quasiSantoSubito. Due trottole che rimbalzano in lungo e largo. Felici ogni tanto di incontrarsi e “scontrarsi” in qualche punto della penisola per poter suonare insieme. Vita da Almost 3. Vita da musicisti e da foodbloggers in perenne movimento. Scrittura da viaggio, di quella portatile e un po’ take away. Quando “diventa” un lusso poter coccolarsi a casa, fare le foto fèscion o progettare una ricetta golosa, ma tranquilli: cisiamoabituati. Dove eravamo rimasti? Ah, la ricetta! Prima di rivelarvela abbiamo pensato di scrivere un itinerario dei nostri concerti di questo mese. Magari qualcuno di voi riesce a partecipare :-). Per info contattateci o date un’occhiata alle nostre pagine Facebook.

07 dicembre Flavia – Blue Dolls Show – Busca (CN)
08 dicembre Flavia/Stefano – Almost 3 – Fiumaretta (SP)
10 dicembre Stefano – Pivio&Aldo de Scalzi – Noirfest Courmayeur (AO)
10 dicembre Flavia- Blue Dolls Show – Crescentino (VC)
11 dicembre Flavia – The Sixters – Parma
15 dicembre Flavia – Blue Dolls Show – Sangano (TO)
16 dicembre Flavia – Blue Dolls Show – Castellone (CR)
16 dicembre Stefano – GnuQuartet/Neri Marcorè Genova
17 dicembre Flavia – The Sixters – Firenze
17 dicembre Stefano – GnuQuartet/Neri Marcorè Genova
20 dicembre Stefano – GnuQuartet/Gino Paoli and friends – Genova
31 dicembre Stefano – GnuQuartet – La Claque – Genova
02 gennaio Flavia/Stefano – Almost 3 – Sestriere (TO)
03 gennaio Flavia/Stefano – Almost 3 – Cesana (TO)

Accorrete!!!!

INGREDIENTI x 2/3 persone:

  • 250 g di farina di farro integrale
  • 1/4 di bicchiere di olio
  • acqua tiepida
  • un pizzico di bicarbonato
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 finocchio
  • 150 g di seitan
  • una dozzina di olive verdi
  • sale, pepe e origano cubì

La ricetta per l’impasto di questi cassoni romagnoli è una leccornia di Claudia, che ci ha letteralmente aperto un mondo :-D. Irresistibili!
Dare vita alla “piadina” impastando la farina, l’olio, un pizzico di sale e tanta acqua quanto basta per avere un impasto morbido. Per il ripieno per cui abbiamo optato, preparare il trito con finocchio, seitan e olive, facendolo ‘andare’ in un filo d’olio per una decina di minuti. Salare, pepare e profumare con l’origano. Domenica, replicando la ricetta, ci siamo sbizzarriti in una “farcia” di cavolo rosso, seitan e patate. Dunque… Largo alla fantasia! Salare, pepare e profumare con l’origano. Dividere l’impasto delle piadine in due parti uguali, meglio simili dai 😉 e stenderle sino a ottenere due dischi. Sistemare la farcia su una metà del disco e richiudere, formando un bel calzone (“cassone”, come Claudia ci insegna ;-)). Sigillare bene i bordi “forchettando”. Cuocere in una padella antiaderente ben calda 3 minuti per lato. Creano dipendenza!!!!

Ciao ciao!

NdC

Aspetta e (s)pera!

Spesso chi ci conosce ci fa notare che, per essere musicisti, stiamo un po’ troppo ai fornelli :-P. Ebbene… In realtà non passiamo le giornate a spadellare, lasciando il violoncello triste e solitario in un cantuccio e le corde vocali pure (oddio, quelle rimangono per forza di cose dove stanno -_-)… Il motto del blog è “cucina etica alla portata di tutti“, il che presuppone anche una certa velocità di preparazione. Ma diciamocelo: L’unico vero segreto degli Almost 3 è essere una band anche davanti ai fornelli. Purtroppo non siamo ancora riusciti a coinvolgere Mr.Cello nelle preparazioni culinarie, ma ci stiamo lavorando (usare l’archetto per girare la pasta potrebbe non essere una grande idea, in effetti). Tutta ‘sta pappa-rdella per sfatare un mito: chi l’ha detto che in cucina chi fa da sé fa per tre? Il segreto per non incastrarsi, soprattutto in un mini angolo cottura come il nostro, è la cara vecchia catena di montaggio: impasta-mettisulfuoco-gira-lava. Con 4 mani si dimezzano i tempi, ragazzi, è matematica! Ordunque… Mogli (o mariti): impegni permettendo, armatevi di mariti (o mogli) collaborativi/e e diventate anche voi promoter della cara vecchia filosofia del “Tu is megliu che uan” (ebbene sì… Pure in cucina!). Potreste cominciare, ad esempio, con una delle mirabilanti crostate di Mr. Pasquale Boscarello; N.B: non è pubblicità occulta, giuringiuretto :-). Per la verità non sappiamo neanche che faccia abbia! E’ che le sue ricette, a volte, hanno veramente del mirac(g)oloso! La frolla è la stessa della crostata di una recente ricetta, ma il dolce meritava decisamente un post per la geniale crema pasticc(p)era (scoprirete poi il perchè del nome), che abbiamo scovato nella sezione “creme” del libro e leggermente rivisitato a nostro gusto.

INGREDIENTI:

Per la frolla:

  • 250 g di farina tipo 0
  • 60 g di malto di mais
  • 6 cl di olio di semi
  • 7 cl di acqua tiepida
  • un pizzico di sale
  • 1/2 cucchiaino da caffè di cannella
  • la buccia grattugiata di mezzo limone
  • 10 g di lievito al cremortartaro.

Per la crema:

  • 500 g di pere già sbucciate
  • 500 g di malto di mais
  • 100 g di amido di mais
  • un pizzico di sale
  • 25 cl di acqua fredda
  • mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere

Comincia il lavoro di squadra: uno si posiziona al piano per impastare, l’altra si piazza in zona fornelli. C’è da dire che i ruoli non sono mai gli stessi, perchè la soddisfazione di infarinarsi e impiastricciarsi col mattarello alla mano impone la regola del “una volta per uno”. Comunque… Pronti, Partenza, Via!
Cabrini esegue con Maestria le mosse del vero pasticcere naturale, ovvero:
Riunisce in una ciotola gli ingredienti asciutti: farina, lievito, buccia di limone, sale e cannella. Miscela l’olio e il malto di mais in un altro recipiente e li aggiunge alla parte asciutta insieme all’acqua tiepida. Mentre un’indisciplinata BB abbandona la crema con uno scatto felino e lecca il cucchiaino del malto, lui amalgama impassibile il tutto e lo versa su una spianatoia (se avete un robot da cucina potete fare la stessa operazione con la funzione “impastatrice”). Lavora poi l’impasto formando una palla, fino a ottenere un panetto omogeneo, morbido ed elastico. Copre con un panno e lascia riposare per mezz’ora, poi stende la simil-frolla con il matterello fino a formare una sfoglia di circa 30 cm di diametro. A questo punto BB, che nel frattempo ha terminato la preparazione della crema e ha assaggiato come un criceto impazzito tutto l’assaggiabile (persino pezzetti crudi di impasto), si rende utile e dà una mano a stendere il disco di pasta su una teglia da 28 cm rivestita di carta da forno. I nostri beniamini riempiono quindi la base con la crema: uno tiene la pentola, l’altro versa aiutandosi con il cucchiaio. Che bello essere in due! Cabrini aggiunge al fotofinish una manciata di granella di nocciole, che non guasta mai, e via in forno a 200 °C per 18 minuti circa.

Ma facciamo un rapido rewind e osserviamo la rossa Spilluzzicatrice alle prese con i fornelli. BB sbuccia le pere, le taglia a pezzettini e le frulla nel mixer con il malto e il pizzico di sale. Versa così il composto in una pentola e cuoce a fuoco basso, mescolando spesso per evitare che si attacchi. Nel frattempo scioglie in un boccale l’amido di mais nell’acqua fredda. Quando il composto di pere e malto ha raggiunto l’ebollizione, versa l’acqua con l’amido ben sciolto, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi. In pochi minuti la crema si addensa, e il classico “pluf pluf” dà il segnale di spegnere il fuoco. Una volta che si è raffreddata, la frulla nuovamente per renderla ancora più vellutata. A questo punto, in attesa che la frolla finisca di riposare, BB rifocilla il Maestro Cabrini con un bel cucchiaio ricolmo per evitare il calo di zuccheri e osserva l’espressione mistica che assumono i suoi occhi dopo l’assaggio. Ricorda decisamente la crema pasticcera, ma con la base di pere ha una bella dose di fascino in più!

Et voilà! Anche domani una super-colazione è assicurata.

Ascolto del giorno: Hurts

Ciao ciao!

NdC

Batti un colpo se cheesecake!

Questa è la seconda puntata della miniserie “Il ringraziamento del pollo”. Eravamo rimasti a una BB affamata di ritorno dai concerti che si sgrifava seitan e basmati a velocità supersonica. Ma tra quegli attimi e il successivo momento “divanite”, in realtà, abbiamo trascurato un particolare tutt’altro che secondario. L’instancabile Cabrini, infatti, spalanca improvvisamente il frigo estraendone a sorpresa due conturbanti tofu-cakes (liberamente ispirati, ovviamente, al classicissimo e “onnivoro” cheesecake). Attimo di commozione, primo piano sullo sguardo languido di BB (brevissimo, per la verità, perchè nel giro di un microsecondo il primo cucchiaino è già nelle fauci della rossa cantante). Per giunta il suddetto dolcetto è pure super-sano, come nella miglior tradizione del Maestro Cabrini! No latticini, no zucchero. Neanche un briciolo di senso di colpa, dunque, a frapporsi tra le bocche e le due coppette. Ma bando alle ciance: raccontiamo la ricetta, onde evitare aumenti della salivazione incontrollati.

INGREDIENTI x 4 persone:

  • 250 g di tofu
  • 1 bicchiere e mezzo di latte di soia
  • 1 cucchiaino di vaniglia in polvere
  • 2 cucchiai di malto di mais
  • 100 g di mandorle sgusciate
  • una vaschetta di lamponi
  • 16 biscotti secchi al cacao vegan+poco latte per ammorbidirli

Sbriciolare i biscotti e aggiungere latte quanto basta per ottenere un composto appena umido, modellabile. Coprire il fondo di 4 coppette e tenerle una decina di minuti in freezer. Portare il latte a bollore con la vaniglia e aggiungere il malto e il tofu sbriciolato, lessandolo a fuoco basso per 10 minuti circa. Passare la crema al minipimer e far raffreddare. Intanto tostare le mandorle per pochi minuti in una padella antiaderente, dopodichè tritarle e unirle alla crema di tofu. Completare le coppette con il composto così ottenuto e decorare con i lamponi.

Ascolto del giorno: Aziza Zadeh

Ciao ciao!

NdC

Il Ringraziamento del pollo

Capita di stare via per due giorni in giro per concerti, per forza di cose lontani; uno a casa uno in giro, uno in giro uno a casa. Cene al ristorante, tanta musica, poche ore di sonno, un po’ di “divanite” in arretrato. Cosa c’è di meglio che scendere dal treno all’una e mezza con una fame da gibbone, trovare l’altro che ti aspetta al binario, arrivare a casa trascinandosi dietro la fedele compagna di viaggio Valigia (Luigia per gli amici), aprire il portone e sentire un profumino killer che ti accoglie già dall’androne del palazzo? Stavolta a godere di questo momento idilliaco è stata BB, accolta, al suo ritorno, da un piatto cabriniano che aveva del commovente.

INGREDIENTI x 2 persone:

  • 100 g di riso basmati bollito
  • 150 g di seitan al naturale
  • 140 g di piselli al naturale
  • 200 ml di latte di cocco
  • due cucchiaini di curry circa
  • sale e pepe qb
  • un filo d’olio evo

Tagliare a cubetti piuttosto grossolani il seitan e farlo insaporire per 5 minuti in un filo d’olio insieme ai piselli, salando e pepando a piacere. Aggiungere il latte di cocco e, quando la salsa comincia a rapprendersi, unire il curry, bilanciando la quantità a seconda dei gusti e della consistenza desiderata per la salsa. Servire  con il riso basmati semplice o aromatizzato a piacere (cannella, anice stellato, chiodi di garofano, cardamomo, cumino, ecc.), dopodichè spalmarsi sul divano come foche monache spiaggiate leccandosi i baffi.

Concedeteci una cavolata :-P!

Da quanto è nato “notedicucina”, ancora non abbiamo dato spazio a uno degli ingredienti più presenti sulla nostra tavola… L’immancabile seitan! Poche cose, in cucina, ci hanno fatto divertire come lui. Per due curiosi come noi, non c’è materiale più “duttile” da sottoporre agli esperimenti più vari. Dopo averlo cotto al forno, “scaloppinato” e “cubettato” in tutti i modi possibili, abbiamo tratto le nostre conclusioni: la “cottura” che prediligiamo resta il semplice stufato in padella con verdure, da variare a piacere secondo gusti e stagione. La versione che proponiamo oggi è decisamente satura di colore. Protagonista è il cavolo rosso, che con il suo viola intenso è un vero piacere per gli occhi, oltre che per il palato.

INGREDIENTI x 2 persone:

  • 1/4 di cavolo rosso
  • 200 g di seitan
  • 1 C d’olio evo
  • 1 C di tamari
  • una manciata di anacardi tritati grossolanamente
  • sale qb
  • lievito alimentare in scaglie

Tagliare a listelle il cavolo rosso e farlo stufare in una padella antiaderente spennellata con l’olio per 5 minuti, aggiungendo un po’ di acqua calda per facilitare la cottura. Intanto ridurre il seitan a cubetti e, trascorsi i 5 minuti, unirlo al cavolo, aggiungendo anche gli anacardi, il tamari e, qualora servisse, altra acqua calda. Coprire e proseguire la cottura a fuoco basso per altri 10 minuti. Una volta pronto, spolverare con il lievito alimentare in scaglie.

Ascolto del giorno: Anita O’Day